A El Salvador scuole nuove con Bitcoin

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El Salvador cerca di utilizzare parte dei profitti ricavati dalla detenzione e dalle transazioni dei bitcoin per costruire 20 scuole in tutto il paese. L’annuncio è arrivato direttamente dal capo della nazione in Centro America, Nayib Bukele, il quale ha spiegato che El Salvador è riuscito ad approfittare del calo dei prezzi di Bitcoin fino a circa 59.000 dollari per poi guadagnare dopo la recente risalita.         

Ora questi profitti saranno utilizzati per fare in modo che il sistema scolastico locale sia garantito ad un maggior numero di ragazzi e sempre più studenti abbiano l’opportunità di imparare, crescere e trovare un ruolo nel consesso civile.

All’iniziativa gli fa eco la news per cui El Salvador sta usando una frazione delle plusvalenze per costruire anche un nuovo ospedale veterinario. In una serie di tweet, Bukele ha inoltre irriso coloro i quali pensavano che la nazione centroamericana avrebbe fallito con il piano economico fondato sul re delle cripto,

e ha detto:

Voglio annunciare che con i milioni che ci sono rimasti dai profitti di Bitcoin stiamo per costruire le prime 20 scuole, completamente attrezzate e moderne. La cosa divertente è che l’opposizione era contro la legge su Bitcoin e l’acquisto dei bitcoin. Grazie a Dio non abbiamo prestato attenzione a costoro e i profitti che non pensavano potessimo fare andranno a beneficio anche di molti animali

El Salvador è stato il primo paese sul Globo a riconoscere BTC moneta di corso legale, ma all’euforia dei sostenitori del progetto si è contrapposto il biasimo di istituzioni come BIRS (Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo)  e IDA, titolari di funzione di Banca Mondiale, che pure in virtù dei loro acronimi avrebbero dovuto manifestare maggiore attenzione a temi quali la riorganizzazione e il sostegno alle nazioni più disagiate.

The World Bank, invece, ha espresso preoccupazione per le misure intraprese, convinta che Bitcoin sia troppo volatile e quindi poco affidabile. La Banca Mondiale ha dunque rifiutato la richiesta di assistenza a El Salvador, che convintamente ha disatteso l’ente sovranazionale e portato avanti la sua agenda economica decentralizzata.

Ciò nonostante gruppi di residenti hanno opposto resistenza al proposito di accettare e utilizzare bitcoin a discapito del modello fiat, se anche per molti anni El Salvador è stato fortemente dipendente dal dollaro statunitense, backdoor indigena per muoversi nell’economia mainstream.

I problemi non sono mancati

Sappiamo che il wallet di Stato Chivo, che permette ai cittadini salvadoregni di detenere, scambiare e spendere i bitcoin, ha avuto problemi che inizialmente hanno provocato ritardi oltre a perdite di fondi.

A fronte di queste difficoltà tecniche, El Salvador ha scelto di proseguire comunque, in quanto una delle ragioni nell’adozione dei bitcoin, secondo il presidente Bukele, è che la criptovaluta più capitalizzata può mitigare le alte commissioni transfrontaliere che gravano su chi lavora fuori del paese quando bonifica dollari a El Salvador e ai propri familiari.

Di Vincenzo Augello


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