A Ray Dalio Bitcoin piace, ma l’Oro gli piace di più

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Il trader miliardario Ray Dalio non ha mai nascosto di avere un debole per Bitcoin, anche se quando parla dell’oro, il trasporto verso il metallo giallo è ancora più grande. In una recente intervista, l’investitore statunitense ha detto che la criptovaluta è la versione virtuale della preziosa commodity, però riversa una maggiore propensione sul bene fisico rispetto alla sua controparte digitale.

Per Ray Dalio l’oro è la scelta migliore

Durante una spiritosa intervista, Dalio ha infatti dichiarato :

Se avessi la pistola alla testa e mi chiedessi: ‘Posso averne solo uno’, sceglierei l’oro

Bitcoin tutto sommato si è guadagnato una reputazione negli ultimi anni, visto che dapprincipio era principalmente strumento speculativo, mentre adesso il re delle criptovalute ha un ruolo tutto nuovo, ottenuto in primis nella prima parte del 2020, durante la pandemia da Coronavirus. Così, di lì in poi e per molti aspetti, BTC paga le responsabilità di una asset class simile a quella dell’oro. L’e-currency on chain, di fatto è spesso un mezzo di copertura, che non di rado ha consentito di difendere patrimoni durante i recenti cicli di turbolenza economica.

E’ vero pure che l’oro ha ricoperto questa funzione sin da quando 6.000 anni fa ne è stata cavata la prima oncia, Bitcoin invece ha solo 12 anni, essendo stato minato per la prima volta nel 2009; forse anche per questo Dalio depone ancora molte aspettative sul prezioso metallo.

Tuttavia, non vuol dire che Bitcoin sia meno interessante per l’attore finanziario USA, visto che ha ribadito di possedere quote di BTC:

Possiedo una quantità molto piccola di Bitcoin. Non sono un grande proprietario. Ci sono alcuni beni che si desidera possedere per diversificare il portafoglio, e bitcoin è qualcosa che assomiglia all’oro digitale

Il fondatore del più grande hedge fund al mondo ha sempre proposto l’oro di cui è stato un importante sostenitore. Su Linkedln ha postato che avere l’oro in portafoglio riduce il rischio e migliora i rendimenti.

Come ex co-CEO di Bridgewater Associates e per dovere di cronaca, il trader in effetti ha coperto la sua azienda con una posizione da oltre 400 milioni di dollari sul metallo giallo, a cavallo del secondo trimestre del 2020.

Peraltro, anche le banche centrali sono molto inclini all’oro e, attualmente, detengono circa 35.000 tonnellate della pregiata materia prima. Ciò, secondo il noto hedge fund, è una chiara conferma di un atteggiamento anti-bitcoin che molte banche nutrono da tempo.

Il trader è pure abbastanza certo che prima o poi piomberà un ban federale su Bitcoin, il che potrebbe provocare problemi seri agli investitori di lungo periodo; sull’oro invece non vede pericoli all’orizzonte.

Mantenere la calma

Per ora Dalio rimane comunque aperto a Bitcoin ma, in base a quanto dichiarato negli ultimi giorni, sembra non considerarlo in gran forma, al contrario dei tanti che stanno investendo sulla criptovaluta:

Non la considero una diversificazione. In generale, non so davvero se Bitcoin salirà o scenderà. Potrei argomentare entrambe le cose

Di Vincenzo Augello