Analisi quantitativa, guadagni, perdite ed emozioni

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Trader e analisti, oltre a studiare il prezzo da un punto di vista grafico analizzano il mercato con gli strumenti di analisi quantitativa: oscillatori e indicatori. Questi tool permettono di:

  • Trovare situazioni di ipercomprato/ipervenduto
  • Segnalare divergenze prezzi/indicatori
  • Misurare la pressione rialzista dei compratori e quella ribassista dei venditori
  • Ricavare dei segnali tecnici di entrata/uscita dell’operazione (market timing)

I termini indicatore e oscillatore sono scambiabili e l’unica differenza che intercorre è che gli oscillatori hanno una banda di oscillazione predeterminata (0-100 punti), mentre gli indicatori in teoria potrebbero scendere o salire all’infinito. Gli oscillatori possono identificare aree di ipercomprato e di ipervenduto (overbought, oversold). Quando un oscillatore, come l’RSI, raggiunge questi estremi segnala che sulla coppia di valute che stiamo seguendo si sono creati degli eccessi che possono essere compensati da fasi di consolidamento o di ritracciamento, con un temporaneo equilibrio rispettivo delle forze esercitate dai compratori e dai venditori.

Ciò nonostante, seppure il mercato è in oversold o in overbought, le quotazioni possono seguitare a scendere o a salire, anche se gli oscillatori rimangono all’interno delle rispettive zone di ipervenduto e di ipercomprato.

LE DIVERGENZE

La divergenza rappresenta un alert per l’operatore finanziario, che lo informa che il prezzo comincia ad avere delle difficoltà nel proseguire la sua tendenza, per cui il movimento direzionale sta indebolendosi ed il mercato potrebbe perfino invertire il trend.

TIPI DI DIVERGENZA

Divergenza positiva: si ha quando l’oscillatore non conferma la tendenza ribassista nella quale i prezzi si muovono. Accade nel momento in cui le quotazioni disegnano minimi decrescenti mentre un oscillatore, come può essere l’RSI o il MACD in configurazione 3.10.1 a cui mi affido spesso, restituisce minimi crescenti.

Divergenza negativa: si ha quando l’oscillatore non conferma il trend rialzista del mercato e lo strumento disegna man mano massimi decrescenti.

Anche se sono avvalorati da fattori statistici importanti, le divergenze sono soltanto campanelli d’allarme, non garantiscono affatto né un ciclo di consolidazione/riaccumulo né una svolta direzionale, quindi i prezzi possono continuare nel verso precedente.

ECCO PERCHE’ TUTTI SBAGLIANO LO STESSO LE OPERAZIONI

In ragione della fallibilità degli strumenti quantitativi, anche se un buon trader fa trading come si deve compie inevitabilmente operazioni giuste e operazioni sbagliate. Ammettere gli errori è un segnale di maturità e comprendere che gli sbagli fanno parte della strada verso il profitto è un tassello imprescindibile nella carriera di un operatore finanziario.

Probabilmente le considerazioni più interessanti da fare sono sulle emozioni che si provano dopo una perdita. La prima operazione in perdita è normale, la seconda è fastidiosa, la terza richiama nervosismo e dopo la quarta inizia a vacillare la fiducia nel metodo e in sé stessi. E’ proprio a quel punto che può intervenire il desiderio di recuperare in fretta, magari con un’unica operazione in guadagno, alzando la manopola del rischio; ma dal punto di vista probabilistico ci si mette invece in una situazione via via sempre più pericolosa, scomoda e solo apparentemente difficile da controllare.

Per recuperare può essere utile una pausa, in modo da riconquistare calma e freddezza, facendo delle operazioni in simulazione, solo su situazioni grafiche più facilmente prevedibili, basate sui principi di analisi quantitativa con un rapporto rischio/rendimento 1:2 – 1:3 ; soltanto in una seconda fase sarebbe meglio tornare sul campo di battaglia.

Di Vincenzo Augello