Barracuda Networks avverte: gli attacchi Ransomware BTC sono dieci volte di più

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Gli incrementi di valore che Bitcoin ha messo a segno nel corso dell’ultimo anno hanno indotto ad una serie di attacchi ransomware secondo gli ultimi aggiornamenti forniti da Barracuda Networks, società che eroga prodotti e servizi di cybersecurity.

Barracuda Networks e attacco BTC Ransomware

Tra ottobre dell’anno scorso e maggio 2021, a mercato, Bitcoin è aumentato di quasi il 400 per cento ed è un fatto, peraltro molto positivo. Ovviamente, trader e speculatori di criptovalute hanno imperversato, fino a rastrellare profitti e sontuosi guadagni, tanto che non pochi investitori sono ora molto più ricchi di quanto avrebbero mai pensato di poter diventare.

Però, rimane un lato negativo, e sta nell’evidenza che la crescita delle qualità intrinseche delle divise crittografate ha portato di pari passo ad un aumento dei reati informatici, per cui la cyber-criminalità cerca di mettere le mani sui profitti di altri e che non sono riusciti a monetizzare direttamente sul campo.

Durante questi sette mesi, Barracuda ha registrato l’aumento del 200% degli attacchi ransomware e, molte volte, Bitcoin è stato l’obiettivo che ha motivato questo genere di estorsioni, dove i pirati sono convinti di non essere rintracciabili o difficili da individuare.

Tra gli episodi più recenti c’è quello al Colonial Pipeline, più o meno 2,3 milioni di dollari di BTC pagati agli hacker di DarkSide per rilasciare i dati criptati e permettere alla compagnia di andare avanti nelle sue operazioni di rifornimento di carburante.

Tuttavia, il Federal Bureau of Investigation, cioè l’FBI, è stata in grado di intercettare il pagamento e fermare l’attacco ransomware prima che le cose prendessero una brutta piega per le linee aeree della costa EST degli Stati Uniti.

Purtroppo, non tutte le società sono state tanto fortunate. La JBS, uno dei più grandi fornitori di carne nell’emisfero occidentale, è stata costretta a pagare un riscatto di 11 milioni di dollari in Bitcoin e quella volta il pagamento non è stato intercettato, così l’azienda ha perso una somma rilevante di denaro.

Barracuda ha spiegato:

Secondo Barracuda, gli hacker adesso non emulerebbero più le attività di una banca, ma si nascondono dietro wallet, portafogli digitali e app connesse alle criptovalute, laddove attraverso falsi avvisi di sicurezza rubano le credenziali di accesso.

Le cripto, sempre in base alle ricerche dell’azienda di cybersecurity, parrebbero perfettamente adatte per le azioni criminali, perché non sono regolamentate ed è complicato rintracciarle. Tutto ciò darebbe quindi agli hacker un motivo in più per attaccare, visto che maggiori sono i dati che vengono memorizzati in app e maggiori sono le informazioni esposte, generando obiettivi e target ai lestofanti del computer.

Nel 2019, le richieste di riscatto variavano da poche migliaia di dollari a 2 milioni di dollari. In seguito, da metà del 2021, la gran parte delle richieste sono state dell’ordine di milioni, superando i 20 milioni di dollari.

Cambiare moneta ?

A quanto pare, anche i criminali informatici sarebbero ora consapevoli che l’anonimato di Bitcoin è poco più di un feticcio, ma Barracuda continua a registrare tanti attacchi ransomware, ecco probabilmente perché già dal 2020 alcune aziende pensano di passare a Monero, data la sua più severa configurazione di privacy.

Di Vincenzo Augello