Basic Attention Token in parole semplici

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Basic Attention Token, definito anche con l’acronimo di BAT, è un token di criptovaluta, ovvero una moneta priva di corrispondente fisico che circola soltanto sulla Rete Internet. E’ un token perchè non è implementato da una propria blockchain ma si basa su quella di Ethereum con caratteristiche tali da renderlo unico. E’ una valuta virtuale con attributi d’uso ben delineati, inserendosi in un programma di scambio di annunci pubblicitari integrati nel browser Brave.

BAT è decentralizzato, non dipende da un’ unità di controllo verticistica che ne regola il flusso ma dall’adozione degli utenti e dall’accettazione da parte di editori (publisher) e inserzionisti.

Volendo fare un breve excursus sulla sua storia, Basic Attention Token (BAT) è stato scritto e progettato da Brendan Eich in linguaggio C, anche se successivamente è stato sviluppato mediante il software Brave con funzioni Javascript e C++. Il principale scopo del token è quello di arginare ed eliminare tutte le truffe associate ai sistemi tradizionali di pubblicità digitale. BAT ha un sorgente open source, quindi può usufruire del sostegno di una community internazionale e della partecipazione di sviluppatori di tutto il mondo.

Brendan aveva ed ha uno scopo chiaro in testa: aiutare articolisti, inserzionisti e utenti con l’obiettivo di evitare e di eliminare qualsiasi forma di penalizzazione, di sfruttamento e di interferenza durante l’uso della Rete. Per questo è nato BAT. Dopo un pò, Basic Attention Token è stato integrato nel browser Brave dove il team ha progettato il programma “Brave Payment” per poter utilizzare la criptomoneta nelle transazioni commerciali. Fino a due anni fa si trattava di un’idea assolutamente rivoluzionaria ed in parte lo rimane ancora oggi. Non erano molti quelli che gli prestavano attenzione, anche perchè fino a quel momento erano davvero poche le monete digitali che venivano investite in operazioni di compravendita.

Brave – BAT un virtuoso ecosistema virtuale

Utenti, editori e inserzionisti adesso, in genere, si avvicinano al browser Brave pensando soltanto ai tokens che possono guadagnare, ma dietro questa popolare altcoin è vivo un disegno etico nitido che, oltre alla privacy, sostiene il diritto fondamentale della proprietà intellettuale e della sua giusta valorizzazione. I publisher infatti pubblicano i contenuti che creano e gli inserzionisti trasferiscono agli editori un numero specifico di BAT come ricompensa, importo che verrà deciso interamente dall’utente sulla base del proprio giudizio personale.

Gli internauti, a loro volta, ricevono dei BAT per la semplice visione degli annunci e, quando ottenuti, hanno due opzioni: possono donare questi token BAT all’editore o usarli come credono, visto che sono convertibili in moneta fiat (Euro, Dollaro..ecc). La struttura di fondo che tutela le informazioni private è molto semplice: i tokens mantengono tutti i dati dell’utente al sicuro, privati e criptati, fornendo contemporaneamente annunci più specifici e personalizzati perchè erogati da algoritmi di intelligenza artificiale. Dall’altro lato, i publisher beneficiano dei tokens che possono ricevere dall’ecosistema, massimizzando al contempo le prospettive di profitto connesse alla loro attività editoriale. Gli inserzionisti, invece, ricevono un feedback più preciso che si lega ad un aumento delle performance e di visibilità degli annunci.

A me ricorda l’Equilibrio di Nash e la sua teoria dei giochi, in cui nessun partecipante ha interesse a modificare il sistema, tutti vengono accontentati ed il proprio interesse non penalizza quello degli altri. L’ecosistema BRAVE-BAT fa in modo che non ci sia utente nè inserzionista nè publisher che possa riuscire ad avere una posizione dominante e per cambiare occorre agire insieme.

Di Vincenzo Augello