Bitcoin al posto dei dollari ? I timori di una De-Dollarizzazione globale

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Non sono poche le nazioni al vertice della finanza mondiale in rotta per ridurre la loro dipendenza dal dollaro USA secondo l’analista globale della sicurezza Anne Korin, e Bitcoin potrebbe beneficiare di un potenziale esodo internazionale dal greenback, moneta di rifermento negli scambi commerciali del Pianeta. Anne Korin, dell’Istituto per l’analisi della sicurezza globale ( Institute for the Analysis of Global Security ), identifica i motivi che ispirano la Cina, la Russia e l’Europa ad abbandonare il dollaro come risorsa monetaria per il commercio estero e descrive una situazione come “insostenibile” per il biglietto verde nel futuro prossimo.

Bitcoin potrebbe sostenere le nazioni che abbandonano il dollaro USA ?

Korin, ha dichiarato qualche giorno fa  su “Squawk Box” alla CNBC quelli che lei stessa ha descritto come “i principali movers” che penalizzano il dollaro statunitense. Per l’analista, una delle ragioni principali che spingono i paesi a de-dollarizzarsi è la censura mal dissimulata di Washington. La ricercatrice americana sostiene che la dipendenza dal dollaro lascia le nazioni che preferiscono negoziare con quelle sanzionate dagli Stati Uniti a rischio di intromissione del governo USA. Ad esempio, ha continuato Korin: “le attuali sanzioni statunitensi contro l’Iran vietano anche alle grandi aziende europee di commerciare con la repubblica islamica di Teheran”.

E’ una questione di  mera opportunità che spinge il commercio globale verso il dollaro americano“. I pagamenti in dollari, in realtà, sono soggetti al controllo delle banche USA e di conseguenza del  governo federale. Ciò comporta che anche transazioni tra paesi che nulla hanno a che fare con l’America sono soggette al controllo statunitense.

Al contrario, l’uso di Bitcoin non comporta alcun tipo di ingerenza finanziaria e le recenti restrizioni sul dollaro in Argentina hanno evidenziato i vantaggi della criptovaluta più famosa. Ciò nonostante è ancora un salto enorme pensare che Bitcoin sia improvvisamente favorito nel commercio estero, sebbene esista un’attenzione su Bitcoin e la tecnologia blockchain da parte delle nazioni più evolute della Terra.

L’intervista di Korin mette in evidenza che la censura finanziaria non è una questione che investe solo coloro che vivono sotto regimi autoritari o in crisi economica, ed alcune delle nazioni più ricche ed avanzate industrialmente stanno iniziando a ridimensionare la gestione di Washington e della finanza globale.

Uno dei sintomi della de-dollarizzazione è il tentativo della Cina stessa di internazionalizzare lo yuan. L’analista dell’ Institute for the Analysis of Global Security in proposito ha citato il lancio di Pechino dei futures sul petrolio greggio quotato in yuan. Pur ammettendo che il 90% del commercio di petrolio è ancora in dollari, Korin ha così concluso : “Se abbiamo una sorta di inizio di affrancamento dal dominio del dollaro nel commercio del petrolio, questo è un primo passo verso la de-dollarizzazione del mondo“. ( Di Vincenzo Augello).