Bitcoin al traino del Coronavirus

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A quanto sembra il Coronavirus si sta dimostrando una sorta di stress test per le banche e le istituzioni finanziarie, mentre restituisce conferme su Bitcoin come asset potenzialmente mainstream. Secondo la gran parte degli osservatori il contesto non sorprende poi troppo.

Bitcoin sempre più mainstream

BTC, prima della diffusione della pandemia da Coronavirus, era soprattutto un asset speculativo. In parecchi lo guardavamo come qualcosa su cui si poteva investire e, se facevamo bene le cose, si riusciva a guadagnare dei soldi. Davvero pochissimi giudicavano Bitcoin una fattispecie di bene rifugio o una forma d’oro digitale; poi il disastro e la diffusione del virus ha cambiato il mondo.

Adesso tanta gente vede BTC come ciò che può proteggere il risparmio dall’inflazione e da altre possibili crisi economiche, una valuta in grado di garantire il capitale privato nei periodi di turbolenza finanziaria.

Taimur Baig, CEO e economista capo presso DBS Bank, ha commentato in una recente intervista:

La domanda pre-pandemica è stata in gran parte speculativa. La gente ha visto che Bitcoin ha avuto una bull run spettacolare e voleva far parte di questa corsa al rialzo, quindi cosa c’è di male a mettere l’uno per cento degli asset in gestione su Bitcoin? Ma penso che il post-pandemico sia diverso e vada oltre la mera speculazione. Si tratta più che altro di pensare : “Questa cosa ha una circolazione costante. Non sarà svilita“. La gente è preoccupata per il valore del Dollaro e si chiede se devono tenere criptovalute oltre all’oro come moneta rifugio. Non c’è motivo di  tornare indietro. Le valute digitali rimangono nuove frontiere con nuovi casi d’uso, sviluppi tecnologici e sfide.

Quest’anno diversi attori istituzionali sono stati impegnati sul fronte dei beni crittografici. Grayscale ha pubblicato  che i suoi investimenti in BTC nel secondo trimestre hanno superato il miliardo di dollari, mentre MicroStrategy ha già acquistato più di 400 milioni di dollari in Bitcoin che aggiunge al suo patrimonio come copertura mentre il virus è ancora attivo.

Perché le banche sono rimaste indietro ?

Nel frattempo, i titoli hanno sofferto in questi mesi, subendo uptrend e cali grossomodo controllati da marzo. Le valute fiat come il Dollaro USA invece sono state soggette all’inflazione.

Russ Mould, direttore degli investimenti presso la società di brokeraggio AJ bell, ha spiegato:

Le politiche delle banche centrali possono, inconsapevolmente, fare più male che bene quando si tratta dei grandi finanziatori… Solo i titoli bancari statunitensi hanno mostrato segni reali di vita negli ultimi anni, ma la pandemia, la recessione e l’inversione di tendenza della politica della Fed dalle misure restrittive a quelle di allentamento, almeno fino al 2023, possono peggiorare la situazione penalizzando i margini di profitto delle istituzioni finanziarie perchè bassi tassi trascinano verso il basso anche gli interessi che le banche possono addebitare sui prestiti

Di Vincenzo Augello