Bitcoin crolla dopo l’esordio infelice di Bakkt o sono altre le cause ?

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Martedì scorso sono partite inesorabili le vendite su Bitcoin. Fattori tecnici, come la rottura short del triangolo discendente su timeframe giornaliero che ristagnava da oltre 90 giorni e aspetti fondamentali hanno favorito nettamente i venditori.

Triangolo discendente – pattern ribassista durato 90 giorni

In tanti tra analisti, osservatori e trader cercano in queste ore una spiegazione sull’improvviso aumento della volatilità. C’è chi attribuisce al lancio poco brillante di Bakkt la colpa del sell-off,  per cui la piattaforma non sarebbe stata all’altezza delle aspettative, non avendo fatto scattare l’incremento della domanda istituzionale. Altri collegano il calo dei prezzi di Bitcoin ad un improvviso crollo dell’ hashrate e alle forze macroeconomiche che influenzano la critto-economia. Da quando è stata annunciata per la prima volta nell’agosto 2018, Bakkt ha generato un notevole clamore ed i traders di mezzo mondo prevedevano che i futures regolamentati avrebbero innalzato il livello di attenzione del mercato istituzionale. In realtà, da quando i futures sono stati emessi, il 23 settembre, pochi ne hanno approfittato. Solo cinque contratti futures Bitcoin sono stati negoziati nella prima ora, e solo 28 nelle prime dieci ore di operatività. Il tutto in netto contrasto con il CME, dove il Bitcoin Futures, timidamente lanciato nel dicembre 2017, ha attirato volumi elevati di trading quasi subito. Molto probabilmente le istituzioni adesso sono meno disposte ad investire su BTC, stando a significare che il prezzo è troppo alto e aspettano l’esito di questa correzione. Assistiamo ora allo scempio dei venditori allo scoperto che pressano quando il sangue scorre nelle strade; ciò nonostante credo che i volumi di trading siano destinati ad aumentare lentamente e non necessariamente in vendita. L’economista e crittografo Alex Kruger, in merito a Bakkt, ha detto che le attese sul mercato delle criptovalute restano intatte ed i grandi fondi potrebbero entrare direttamente, ora che la porta gli è stata aperta. Anche la flessione delle attività di mining può aver influenzato l’andamento negativo dei prezzi nelle ultime settimane . Il calo dell’hashrate infatti è ascrivibile ad un improvviso esodo dei minatori e alle società di mining che sospendono contemporaneamente le loro attività.Per citarne una, la Squire Mining LTD ha annunciato in un recente comunicato stampa che i suoi calcolatori in Kazakistan potranno subire una temporanea perdita di potenza. Non manca poi chi tira in ballo fattori fondamentali di portata globale e gli effetti sull’economia cifrata, secondo cui l’iniezione da parte della Federal Reserve di  300 miliardi di dollari nel sistema finanziario, oltre all’impennata di lunedì scorso dei tassi di rifinanziamento sullo scambio interbancario di denaro fiat, che ha toccato il 7%, avrebbe inizializzato la discesa di Bitcoin. Una gamma di ipotesi dunque ha provato a spigare il recente dump, ma c’è da credere che solo la price-action aiuterà i trader a districarsi in questa delicata fase del mercato. (Di Vincenzo Augello).