Bitcoin logora l’establishment degli Stati Uniti

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A quanto pare Bitcoin e le criptovalute stanno mettendo sottosopra il Pentagono, quartier generale del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America, e il governo a stelle e strisce.  

Bitcoin preoccupa i funzionari USA

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha rivelato che si sta pianificando una vera e propria rivoluzione legata al mondo di Bitcoin. L’ente governativo ha elencato diversi scenari che comprendono la rivolta della Generazione Z, Post-Millennial, nata sulla Rete e delle community connesse a Bitcoin e ad altre criptovalute, potenzialmente in grado di sconvolgere l’assetto politico-finanziario della prima economia del Pianeta.

Ad ogni modo, è strano che queste trame siano state rese pubbliche ora, in concomitanza con i disordini diffusi a cominciare da marzo, quando il Coronavirus ha ibernato gli Stati Uniti in un lockdown con il quale alla gente è stato ordinato di non lasciare le proprie case se non per compiti essenziali come andare al lavoro e fare la spesa.

La maggioranza ha ritenuto opportuno obbedire a queste nuove regole di comportamento, nella speranza di mettere un freno al dilagare del virus, solo che alla fine l’imperativo di restare a casa è diventato troppo difficile da sopportare per tanti americani. Molti hanno espresso rabbia per la diffusione del COVID-19 che ha causato la perdita del lavoro, ira peraltro giustificata da risposte troppo lente del welfare statunitense. Così in parecchi hanno cominciato a protestare e a prendere d’assalto i palazzi delle capitali per ottenere misure meno restrittive.

Poi, quando sembrava che le cose stessero tornado ad una pseudo-normalità, il 25 maggio scorso, la morte di George Floyd per mano di un poliziotto del Minnesota ha scatenato l’odio dei fondamentalisti, gettando il paese delle opportunità nel caos. Per condannare gli atti razzisti in America la gente è scesa in strada e ha iniziato a contestare l’atteggiamento della polizia, innalzando il tasso di violenza, gli atti vandalici, provocando morti tra cittadini e poliziotti che hanno macchiato di rosso anche i social network.

L’instabilità ha fatto scattare il sistema d’allarme delle forze armate degli Stati Uniti, ora pronte all’azione. L’ultimo aggiornamento del Pentagono spiega che i  più giovani, soprattutto quelli nati tra la metà degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, usano l’hacking per rubare denaro e convertirlo in Bitcoin. BTC dopo viene utilizzato per acquistare prodotti illegali che vengono usati in altri attacchi alla Rete o per finanziare organizzazioni terroristiche coinvolte con l’Intifada.

La Rete è la “casa” della Generazione Z

Il Pentagono riferisce di questa situazione come di una “Rebellion“, in cui le giovani generazioni si vedono come protagonisti del “cambiamento sociale” e come armi finali verso un Armageddon minacciato da un crescente sistema di ingiustizia “manipolato contro di loro“: la battaglia finale tra i re della Terra, incitati da Satana, nello scontro tra il Bene e il Male.

Bitcoin può essere veicolo di cambiamento

L’esperto di criptovalute Nathaniel Whittemore, al riguardo,  ha dichiarato in una intervista:

Uno degli strumenti più importanti nella cassetta degli attrezzi autoritari è la capacità di congelare i finanziamenti del legittimo dissenso politico. Separando l’infrastruttura del denaro dall’infrastruttura del potere statale, Bitcoin rende molto più difficile questo tipo di confisca politicamente motivata

Di Vincenzo Augello