Bitcoin protegge ancora dall’inflazione ?

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Nel corso del 2020 la convinzione che Bitcoin fosse solo uno strumento speculativo è stata sostituita da quella di bene rifugio. In effetti, numerosi ancora oggi valutano BTC da un altro punto di vista e lo catalogano come asset di copertura, un value che può tutelare il capitale privato nei periodi di crisi economica.

In pratica, la sfida all’inflazione, preminente nel momento in cui è esplosa la pandemia da Coronavirus che ha affossato le economie e i mercati finanziari globali, ha fatto in modo che in molti abbiano visto in Bitcoin qualcosa che poteva misurarsi con l’aumento dei prezzi e la tendenza al ribasso del dollaro statunitense e delle altre valute fiat. Però, sfortunatamente, a fronte del pesante short in atto, questa supposizione adesso viene messa in discussione.

Una volta la regina delle cripto era considerata come lo strumento che poteva far arricchire le persone rapidamente se la dea bendata giocava a favore e, fino alla metà dell’anno scorso, in tanti hanno pensato che Bitcoin fosse pure una maniera per divertirsi stuzzicando l’adrenalina, ma niente di tutto ciò, in realtà, rappresenta un approccio serio alla moneta virtuale più popolare. Da allora, le cose sono cambiate e, a quanto pare, Bitcoin fatica a mantenere appeal e prezzo sulla scia del suo valore intrinseco.

Ad aprile 2021, la divisa digitale numero uno al mondo ha raggiunto il suo massimo storico attorno i 65.000 dollari, supportata dall’ annunciato di Coinbase, uno dei più grandi ed importanti exchange di criptovalute sulla Terra, di andare in Borsa sul Nasdaq, ma il felice esordio del titolo della società di cripto-scambio sui mercati finanziari non è durato a lungo, così anche le azioni Coinbase sono scese.

Ora, nelle ultime due settimane, Bitcoin è calato parecchio. In stesura viene scambiato poco sopra i 40 mila dollari, una discesa che si pensava fosse dovuta ad una fisiologica correzione e nessuno poteva aspettarsi un crollo tanto clamoroso. Il punto è che Bitcoin sta per perdere quasi 30.000 dollari nelle ultime quattro settimane e le cose hanno preso una brutta piega.

Ciò nonostante, tra i fedelissimi c’è chi giura su BTC e si rifiuta di pensare che la forte svalutazione possa infrangere l’immagine che la cripto si è costruita nel tempo. Uno di loro è Dan Held, capo-sviluppo presso Kraken, il quale crede fermamente che il recente big-short non abbia futuro e che la struttura tra i 45.000 e i 50.000 dollari rappresenti tuttora un point of control ed un approdo potenziale di riferimento.

Forse non tutto è perso..

Ha detto Dan:

Non penso che ci sia stato un catalizzatore singolo che abbia spinto Bitcoin in alto o in basso e che sia legato all’inflazione. Bitcoin si è mosso intensamente verso l’alto all’inizio di quest’anno. Il ribasso è Bitcoin che riprende fiato prima di un altro grande rialzo

Il recente calo a ridosso dei 40.000 dollari è stato fomentato anche da Elon Musk che, ad un certo momento, ha dichiarato che BTC non sarebbe stato più accettato come metodo di pagamento per comprare auto e servizi Tesla, in preda ad una deriva pseudo-ambientalista avversa a Bitcoin, come se l’estrazione dei metalli e la chimica delle sue batterie non inquinassero già il Pianeta…

Di Vincenzo Augello