Bitcoin stress test sul guerrafondaio Putin

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La guerra tra Russia e Ucraina, unita alle tensioni tra Stati Uniti e il capo del Cremlino, si riflette sul mondo delle criptovalute.

Lo scontro Russia-Ucraina pesa su BTC ?

Putin ha invaso l’Ucraina mentre Stati Uniti e Comunità europea in ordine sparso hanno imposto sanzioni alla nazione più estesa del Globo.

E’ dunque immediato ascrivere alla difficile situazione geopolitica i cali di Bitcoin di queste ultime settimane. L’asset crittografico ha infatti vissuto pesanti ribassi precipitando sul sostegno grafico in area 34 mila dollari, prima di un improvviso recupero a V, verso l’importante soglia resistiva dei 39 mila dollari.

Edward Moya, analista senior per Oanda, ha detto qualche giorno fa:

Bitcoin è l’ultimo asset rischioso e l’invasione dell’Ucraina mantiene la pressione di vendita sulle criptovalute per un altro 10-15% nel breve periodo

In questo momento, il Pianeta è intrappolato in un limbo di incertezza. Ciò potrebbe lasciare campo libero a BTC che, forse solo in apparenza, è parso fare passi indietro.

Ma non è solo Bitcoin che sta soffrendo l’attacco dei venditori; anche altcoin come Ethereum e Solana replicano l’andamento del re delle cripto con svendite che hanno polverizzato più di 200 miliardi di dollari in 24 ore.

Danni Hewson, analista finanziario presso AJ Bell,  di recente ha spiegato:

C’è una tempesta che sta imperversando e i mercati si sono chiusi a riccio. È improbabile che la volatilità svanisca presto

Moya, da parte sua, sottolinea che il comparto delle criptovalute rimane rialzista nel lungo periodo, sebbene le atrocità tra Ucraina e Russia combinate con l’atteso cambio di passo della Federal Reserve potranno fomentare la volatilità per tutto il mese di marzo.

Commenta Edward Moya:

Le prospettive per Bitcoin rimangono perlopiù rialziste, ma se le attese di crescita di lungo termine iniziano a subire il colpo dalla stretta di politica monetaria della Fed, gli investitori istituzionali potrebbero ridimensionare le loro scommesse

L’avidità lascia spazio alla paura

Sam Kopelman, manager britannico presso l’exchange Luno, ha dichiarato in un’intervista:

Nonostante un’escursione lampo in territorio greed per la prima volta dopo quattro mesi mercoledì scorso, il sentiment del mercato è poi scivolato nella paura, mentre l’incertezza geopolitica influenza l’avversione al rischio nei mercati finanziari convenzionali. Nel frattempo, con i livelli di inflazione ai tassi più alti degli ultimi 40 anni, è probabile che l’incertezza macro possa condizionare i mercati anche nelle prossime settimane

Dal punto di vista tecnico, una inversione a V ed il superamento di quota 40 mila dollari potrebbe segnare la svolta, sapendo che pattern di questo genere, quando non restituiscono l’effetto sperato si trasformano in figure di continuazione, provocando short ben più pericolosi dei precedenti a causa delle ricoperture.

Di Vincenzo Augello