Bitcoin vince la guerra con la Cina, ma il prezzo stenta

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Difficilmente assisteremo ad uno shutdown di Bitcoin e dunque all’arresto di tutte le attività di mining su BTC.

Infatti, il prezzo della valuta digitale numero uno per market cap negli ultimi tempi è salito, sceso, ha registrato nuovi all time high e, nonostante l’alea di fondo, l’ecosistema e l’industria delle cripto ha tenuto dopo il ban della Cina che ha bloccato tutti i progetti di cripto-mining, rimossi senza tanti complimenti dal territorio della seconda potenza economica al seguito degli Stati Uniti.

Bitcoin avanti anche dopo il ban della Cina

La Cina la scorsa estate ha fatto notizia quando ha annunciato che tutte le società di mining e i progetti relativi alla validazione e all’offerta di unità di moneta dalla blockchain non erano più considerati legali.

L’ordine da Pechino era stato motivato con la volontà di ridurre le immissioni di sostanze inquinanti. Di lì in poi, circa la metà dei miner attivi nel mondo ha dovuto fermare i computer e molti si sono trasferiti in Texas, altri in Florida e parte nel Kazakistan.

La follia è che la Cina ha preso una tale decisione senza considerare che da Bitcoin aveva importanti ritorni economici, rappresentando tra il 65 ed il 75 per cento del mining globalizzato.

La più vasta area asiatica ha fatto lo stesso i suoi conti e, a quanto pare non vuole più avere niente a che fare con Bitcoin e Altcoin, anche perché solo poche settimane dopo lo stop al mining, la repubblica popolare cinese ha pure deliberato il divieto delle transazioni e degli scambi finanziari di criptovalute.

Pertanto in Cina non solo non si può ricavare moneta dalla blockchain, ma non si devono neanche scambiare asset digitali. Bitcoin e altre cripto di conseguenza hanno subito queste leggi e BTC nel mese di maggio è sceso da 40 mila a meno di 30 mila dollari.

Kevin Zhang di Foundry criptovalute la vede così:

Bitcoin ha resistito all’attacco di uno stato-nazione come la Cina che di fatto ha vietato il mining, e la rete se l’è scrollata di dosso

In realtà, il sell off che Bitcoin ha accusato successivamente il divieto alla fine si è rivelato provvidenziale e i prezzi più bassi hanno permesso agli investitori di operare in acquisto a quote piuttosto convenienti, mentre i trader direzionali hanno potuto sfruttare un trend rialzista duraturo.

Bitcoin quindi appare più forte di quanto si poteva prevedere e il fatto che sia sopravvissuto a un attacco simile, fissando persino nuovi ATH pochi mesi dopo è la prova che BTC si è rafforzato.

Bitcoin seguiterà a rimanere forte ?

Dice Brandon Arvanaghi, ex di Gemini Exchange, ingegnere ed esperto di sicurezza:

La rete bitcoin ha resistito all’attacco di una grande superpotenza ed è risultata più forte che mai solo sei mesi dopo. Come potrà mai qualcuno sostenere di nuovo, ‘Ma se le nazioni lo vietassero ?’

Gli analisti in effetti non si aspettavano che Bitcoin recuperasse così rapidamente, sebbene le sommesse ribassiste e le scadenze delle opzioni di fine 2021 e di inizio del nuovo anno destino per il momento qualche preoccupazione…

Di Vincenzo Augello