Brave, browser e privacy sotto la lente di Douglas Leigth del Trinity College di Dublino

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Con il suo Basic Attention Token (BAT), Brave si colloca al di sopra di altri browser come Chrome, Firefox, Safari, Edge, Yandex in termini di protezione dei dati personali. Se la privacy fosse il primo fattore nella scelta di un navigatore web, Brave sarebbe senza dubbio tra i più utilizzati oggi. Secondo uno studio comparativo fatto dell’esperto di privacy Douglas Leigth del Trinity College di Dublino, Brave è innegabilmente all’avanguardia in questo settore.

Osserva Leigth:

Quando viene utilizzato ‘out of the box’ e con le sue impostazioni predefinite, Brave è di gran lunga il più privato dei browser analizzati. Non traccia gli indirizzi IP, non condivide alcun dettaglio delle pagine web visitate, né con i server backend.

Brave è l’unico browser che blocca gli identificatori univoci, mentre Chrome, il browser più utilizzato al mondo, che ha al suo attivo il 60% delle pagine viste su internet, consente a Google di raccogliere dati personali, compresi quelli comportamentali. Il fatto tuttavia non sorprende in quanto il modello di business in questo caso si basa sull’uso dei dati per fornire pubblicità mirata e alcuni elementi delle pagine visitate sono condivisi con i server di Mountain View. La funzione che permette tutto ciò può essere disattivata nella finestra di configurazione ma, per impostazione predefinita, è attiva e i dati sono associati ad un identificatore unico che facilita il colosso USA della pubblicità nello stabilire il profilo dell’utente.

Anche Firefox, che fa della privacy uno dei suoi principali argomenti di marketing, non è privo di difetti in questo settore. Il ricercatore osserva infatti che gli identificatori sono trasmessi come parte della telemetria, abilitata di default.

Aggiunge Leigth:

Firefox mantiene anche una websocket aperta per le notifiche ‘push’, che è collegata a un identificatore univoco e può quindi essere utilizzata per il tracciamento senza essere facilmente disattivata.

Safari secondo Leigth:

Il browser di Apple divulga informazioni a terzi, tra cui Facebook e Twitter. Purtroppo questi siti non sono certo famosi per la tutela della privacy. Questa integrazione permette loro di installare cookies senza il consenso dell’utente.

Microsoft Edge e Yandex ritenuti inquietanti

Ma i peggiori secondo l’analista sono Microsoft Edge e Yandex, il browser del gigante digitale russo. Questi programmi sarebbero molto più preoccupanti degli altri browser studiati, dal punto di vista della privacy. Entrambi trasmetterebbero identificatori collegati al dispositivo utilizzato.

Per cui l’esperto specifica:

Possono essere utilizzati per nuove installazioni dei browser e per diverse applicazioni che girano sullo stesso device.

Yandex arriverebbe persino a trasmettere un hash del numero di serie e dell’indirizzo MAC dell’hardware ai server backend. E questi trasferimenti di dati non possono essere bloccati nelle impostazioni di configurazione.

Conclude Leigth:

Oltre alla funzione di ricerca automatica che condivide i dettagli delle pagine web visitate, Yandex e Edge trasmettono informazioni raccolte dalle pagine html a server che sembrano estranei alla funzione di ricerca.

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Di Vincenzo Augello