Brave Browser rafforza i livelli di sicurezza per gli utenti iOS

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Brave Browser ha rafforzato la sicurezza e la privacy di iPhone e iPad portandole ad un livello superiore grazie alla collaborazione con Guardian, fornitore di servizi VPN e Firewall.

Da poco più di 48 ore la startup californiana guidata da Brendan Eich collabora con Guardian per supportare maggiori livelli di sicurezza e privacy agli utenti di iPhone e iPad.

Questa partnership combinerà il target di privacy delle due aziende abbinando il browser Brave incentrato sulla privacy con il servizio VPN e firewall di Guardian. Gli utenti iOS che utilizzano Brave come navigatore di Rete saranno in grado con un solo clic di attivare Brave Firewall + VPN che proteggerà l’intero dispositivo dai tracker che vìolano la privacy.

Screenshot Brave VPN+Firewall

Guardian è cosa buona e giusta per gli utenti Brave

Il CEO Brendan Eich ha detto in un’intervista a Cointelegraph che è stato user di lungo corso dei servizi VPN di Guardian, e ora Brave sta rendendo più semplice ai suoi follower scoprire questo tipo di servizio:

Ho già pagato il loro firewall e lo uso. Ma molti utenti non sanno cos’è, con Brave lo stiamo promuovendo, rendendo più facile utilizzarlo, lo switch è proprio lì nelle impostazioni. Quindi penso che questo sia un vantaggio anche per Guardian. E’ una buona opportunità per gli utenti di Brave che non hanno comprato una VPN

Tuttavia, almeno per ora, non si potrà creare un account sulla VPN di Guardian con Basic Attention Token (BAT), visto che gli amici della mela morsicata non lo consentono.

Le leggi anti-encryption non colpiranno Brave

Parlando delle leggi anti-codifica, Eich ritiene che, anche se regolamenti in materia fossero approvati in futuro, è improbabile che le autorità di polizia USA si rivolgerebbero a Brave. Il programmatore statunitense ha detto a chiare lettere che le forze dell’ordine hanno o avrebbero obiettivi ben più importanti da perseguire:

Ora, se si volesse trasformare Brave in una ‘backdoor browser, visto che è open source’, sarei molto sorpreso perché non potrebbe funzionare . E naturalmente, penso che gli obiettivi delle agenzie a tre lettere (allude all’FBI) siano i sistemi operativi dove il codice sorgente è sempre in esecuzione. Siamo solo un browser alternativo. Non credo che subiremo mandati di comparizione o lettere disciplinari di sicurezza nazionale. Se accadesse non potrei comunque dirvelo perché sarei morto

Brave non è un software di nicchia

Eich non giudica Brave come un prodotto di “nicchia”. Pensa invece che stia ripercorrendo una traiettoria di crescita simile a quella di Firefox, ma lo slancio pro-privacy quanto meno sta contribuendo ad impensierire il predominio di Google:

Noi non ci consideriamo “di nicchia”, ogni browser step by step passa da zero a uno, per arrivare, nel nostro caso, a 16 milioni di utenti al mese. Quindi, questa non è una nicchia, è come se si stesse ripetendo la stessa curva di crescita che Firefox fece all’inizio. C’è una sorta di crescente ondata di presa di coscienza che fa in modo che le autorità antitrust e altri portino sempre più spesso Google in tribunale

Di Vincenzo Augello