Brave software piazza l’IPFS nel suo browser

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Brave Software ha introdotto l’IPFS nel suo browser web desktop, nelle versioni Windows, macOS e Linux. Il navigatore internet basato su blockchain ha dunque integrato il supporto nativo InterPlanetary File System, meglio noto come IPFS, per sostenere e supportare l’accesso al web secondo una struttura di archiviazione distribuita e decentralizzata.

La startup californiana ha annunciato l’ “estensione” installabile con un click nella giornata di ieri, 19 gennaio 2021. In realtà, si tratta di un protocollo che può sostituire, a discrezione dell’utente, il più conosciuto https://, acronimo che sta per HyperText Transfer Protocol Secure Socket Layer, la modalità standard di comunicazione “sicura” mediante una rete di computer che consente di scaricare e leggere le pagine di un sito internet.

IPFS è una rete peer-to-peer progettata per rendere il web più veloce, più sicuro e più aperto. Il protocollo aggiorna quindi il web per funzionare peer-to-peer, indirizzando i dati in base a ciò che sono invece che a dove si trovano o a chi li ospita.

Molly Mackinlay, a capo del progetto IPFS ha dichiarato:

IPFS riconsegna il meglio del Web agli utenti Brave, IPFS  rimuove la censura sistemica dei dati da parte delle aziende e degli stati nazionali, ora garantiti nella loro originalità grazie all’integrazione con Brave. Oggi, gli utenti web in gran parte del mondo non sono in grado di accedere a contenuti sensibili, tra cui, ad esempio, parti di Wikipedia in Thailandia e oltre 100.000 siti web sono bloccati in Turchia, nonché l’accesso a talune informazioni COVID-19 in Cina. Adesso chiunque abbia una connessione a Internet può accedere a queste informazioni critiche tramite IPFS dal browser Brave

Implementato a partire dalla versione desktop 1.19, 24 milioni di utenti attivi mensili di Brave browser possono d’ora in poi accedere ai contenuti direttamente da IPFS risolvendo gli URL IPFS:// tramite gateway o installando un nodo IPFS dalle impostazioni del navigatore cifrato.

Quando si installa un nodo, questo consente di caricare contenuti sulla rete p2p di IPFS, ospitata sul proprio nodo. L’integrazione dell’ IPFS fornisce agli utenti Brave un’esperienza di navigazione migliore, accresce la disponibilità dei contenuti e aumenta la resilienza di Internet.

Brave, tuttavia, non è l’unica azienda che sta sperimentando attivamente l’IPFS. A marzo 2020, Opera ha rilasciato ufficialmente l’indirizzamento a IPFS nel proprio browser Android.

Di Vincenzo Augello