Brendan Eich a Forbes: Brave browser cresce e Google Chrome frena

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Il popolare colosso dei motori di ricerca Google e il navigatore web Chrome stanno perdendo clienti e utenza a favore del nuovo cripto-powered Brave Browser, soprattutto per il modello di privacy by default implementato dalla startup californiana guidata dal programmatore Brendan Eich.

Secondo un rapporto della statunitense Forbes, una delle più accreditate riviste di fintech al mondo, il browser Brave sta interrompendo la supremazia  di Google Chrome, Microsoft Edge e Mozilla Firefox con più di 10 anni di dominio combinato nel mercato della pubblicità.

Brave è un programma open source per la navigazione internet, sviluppato da Brave Software Inc., basato sul codice sorgente Chromium. Il navigatore, come in tantissimi oramai sanno, blocca  annunci e algoritmi intrusivi eventualmente implementati dai siti web. Oltre alla sua facilità d’uso e all’ottima interfaccia utente, consente una modalità avveniristica per inviare contributi e sostegno finanziario in criptovaluta a web writer e editori mediante Basic Attention Token (BAT). 

Il tema della privacy e della tutela dei dati personali di navigazione sono ora una spina nel fianco di Google, che di recente è stato coinvolto in una causa civile in concorso, perchè Chrome sembra abbia salvato informazioni private sui server di Mountain View.

A Forbes, l’amministratore delegato Brendan Eich, ha dichiarato:

La gente è stufa del capitalismo di sorveglianza e 20 milioni di persone sono passate a Brave per un ecosistema web completamente nuovo, con un’economia pubblicitaria opt-in che li rimette in controllo della loro esperienza di navigazione

Eich ha anche fatto notare che:  

Il movimento globale per la privacy sta guadagnando terreno e Brave è solo un altro passo nel nostro percorso per rendere la privacy tutelata e uno standard per tutti gli utenti del web

E infatti è grazie a questo che il browser Brave ha registrato un grandissimo aumento della sua base di utenti, che è passata da 8,7 milioni di utenti attivi mensili del novembre 2019 a 20,5 milioni di utenti attivi mensili oggi. Anche gli utenti attivi giornalieri sono aumentati fino a 7 milioni di persone, rispetto ai 3 milioni di un anno fa.

Tra l’altro è importante aggiungere che l’ecosistema pubblicitario di incentivazione anche attraverso il referral program gestito dai publisher hanno consentito di erogare agli utenti Brave il 70% dei ricavi, un update assolutamente nuovo della redistribuzione dei guadagni rispetto al modello advertising di Google Chrome, che matura solo per sé i suoi profitti.

Peraltro, il business dei ricavi pubblicitari che Chrome ha dominato per tanto tempo resta uno dei motivi di indagine dei federali che hanno promosso un’inchiesta antitrust diretta a Google, e verso altre grandi aziende ad alta tecnologia come Apple, Facebook e Amazon.

Di Vincenzo Augello