Brendan Eich lancia Brave 1.0 ma in pochi usano la funzione Brave Rewards

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In un mercato stipato come quello dei browser, Brave si propone in modo categorico con la versione stabile 1.0, introdotta sulla Rete dal team guidato da Brendan Eich solo pochi giorni fa. E’ stato un lavoro che ha comportato quattro anni di sviluppo, necessari per uscire dalla variante beta sperimentale. Al momento più di 9 milioni di persone utilizzano Brave, non molti se si pensa ai 100 milioni di Firefox o al miliardo di utenti mensili di Chrome, tuttavia il navigatore è ora diventato disponibile per gli utenti Windows, macOS, Linux, Android e iOS, con caratteristiche al pubblico che lo rendono singolare ed interessante. Come ho spiegato altre volte, Brave garantisce la privacy di default e consente di evitare di essere tracciati mentre si naviga cosicché ogni attività online viene tutelata. Di conseguenza il blocco automatico dei banner pubblicitari facilità nella visualizzazione delle pagine aumentandone la velocità di caricamento e rallenta il consumo della batteria nei dispositivi mobili.

REWARDS

Brave punta inoltre a creare un sistema pubblicitario alternativo, ribattezzato Brave Rewards, fornito come una funzione opzionale finora utilizzata dal 10% degli utenti, per cui secondo le ultime statistiche solo in 900 mila stanno sfruttando la possibilità di essere pagati in criptovaluta dalla visualizzazione degli annunci. L’utenza brave, infatti, può visualizzare la pubblicità del network virtuale, basato sulla blockchain di ethereum, in una finestra separata nel momento in cui ha il browser cifrato correttamente installato su PC,  iPad , Tablet, iPhone e Smartphone. L’internauta in questo modo guadagna dei Basic Attention Token (BAT) che possono essere riutilizzati come si preferisce.

I BAT PER USUFRUIRE DI VOUCHER, GIFT CARDS, FARE INVESTIMENTO O DONARLI A CHI MERITA

I BAT possono essere accumulati per beneficiare di voucher e gift cards, ma la funzione veramente innovativa è quella che consente di ricompensare chi produce contenuti meritevoli, donandogli i propri tokens. Si tenta di stravolgere il sistema di fruizione dei contenuti online, provando a renderlo meno dipendente dalle affiliazioni tradizionali e da Google quasi sempre invasivi, ottenendo chissà un web più libero e sostenibile. Alla stesura di quest’articolo un BAT vale poco più di 20 centesimi di Euro, risultando una delle criptovalute più promettenti in termini di valore assoluto e capitalizzazione di mercato, pertanto la moneta attrae tanti investitori che confidano nel progetto di colui che viene considerato un genio dell’informatica. (Di Vincenzo Augello).