Caccia al cybercrime: predisposta task force USA contro i cripto criminali

Lettura 3 minuti


Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America , la United States Department of Justice, nota come  DOJ, organo esecutivo statunitense che si occupa delle politiche giudiziarie, ha presentato il nuovo piano di oltre 80 pagine per combattere le attività illegali su criptovaluta come il finanziamento del terrorismo, il riciclaggio di denaro sporco, i furti e l’evasione fiscale.

DOJ: fermeremo il crimine su crittografia una volta per tutte

Il pianeta cripto ha fatto molta strada negli ultimi dieci anni; sfortunatamente in certa misura resta penalizzato dalla mancanza di una regolamentazione ad hoc. Molte volte le attività criminali passano inosservate, altre invece assumono un forte riscontro mediatico tra le macerie di grandi piattaforme di scambio, basti pensare a Mt. Gox o Coincheck; così il Dipartimento di Giustizia a stelle e strisce prova adesso a riadattare questi eventi criminosi ad un ricordo del passato.

Il Procuratore Generale William Barr ha delineato il rapporto giovedì scorso, definendo una legge quadro per affrontare hacker e cripto fuorilegge, in modo da riuscire a collegare le transazioni illecite alle organizzazioni criminali.

Il rapporto ufficiale premette:

Possono evitare grandi transazioni in contanti e limitare il rischio che i conti bancari vengano rintracciati, o che le banche notifichino ai governi attività sospette. I criminali hanno utilizzato la criptovaluta, spesso in grandi quantità e trasferita oltre i confini internazionali, come nuovo mezzo per finanziare condotte criminali che vanno dallo sfruttamento dei minori alla raccolta di fondi per il terrorismo. La moneta cifrata è stata utilizzata anche per pagare droghe illegali, armi da fuoco e strumenti per commettere crimini informatici, oltre che per facilitare sofisticati schemi di riscatto e ricatto

Due dei più grandi esempi di cripto-criminalità si sono verificati ultimamente con l’attacco Twitter-BTC e il furto di KuCoin, che ha perso più di 150 milioni di dollari in fondi immateriali. Il colpo ai danni dell’utenza twitter in realtà non ha comportato gravissime perdite, sebbene sia stato incluso in uno dei crimini più significativi nell’ambito della finanza digitale, per il motivo che ha bypassato diversi account di alto profilo, tra cui quelli dell’ex presidente Barack Obama, del suo vice presidente Joe Biden, del magnate di Microsoft Bill Gates e dell’amministratore delegato di Tesla Elon Musk.

Twitter ha reagito dichiarando che avrebbe aggiornato tutti gli algoritmi di sicurezza per garantire che situazioni simili non si ripetano in futuro.

Però, a quanto pare, le autorità di regolamentazione e soprattutto il Dipartimento di Giustizia statunitense non è disposto a correre ulteriori rischi. Dal rapporto, emerge che uno dei maggiori fatti di cripto-criminalità è l’utilizzo di Bitcoin per finanziare l’ISIS, l’organizzazione terroristica nata durante gli anni Obama.

Un’altra sezione dell’indagine finale della DOJ riguarda le tipologie degli strumenti che il dipartimento intende utilizzare per combattere le frodi informatiche, le truffe sui titoli, il riciclaggio di denaro, la manomissione delle transazioni, compresa l’evasione fiscale. Alcune delle misure comprendono il sequestro di tutti gli indirizzi web, degli Internet Protocol (numeri I.P.) e persino la chiusura dei domini degli exchange che ricevono fondi, coinvolti nelle cyber intrusioni

Questa storia deve finire per far rifiorire la finanza digitale

Brian Rabbitt, membro della task force predisposta per combattere la cripto criminalità ha commentato:

Le valute crittografiche e la tecnologia blockchain rappresentano una grande speranza per il futuro, ma è fondamentale che queste importanti innovazioni rispettino la legge

Di Vincenzo Augello