Cambia il tuo piano d’entrata

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Anche se spesso i processi mentali sono analoghi per tutti gli orizzonti temporali sarebbe meglio un cambiamento quando si passa ad operazioni di breve termine sul mercato delle valute. Per capirci, proviamo ad immaginare la visione di medio periodo come un mercato valutario e quella di breve periodo come un mercato dei cambi. Il gioco di parole è una maniera per intendere il forex e da tempo è stato alla base della mia filosofia di trading e di investimento. Questo tipo di atteggiamento trova una buona applicazione pratica quando si accorcia l’orizzonte temporale e si studiano le variazioni di prezzo nel breve termine.

La tabella in basso prova a spiegare la variazione del mio processo mentale e degli indicatori di supporto per fare il passaggio dal medio al breve termine.

DurataPunto d’entrataStrumenti di riferimento
Medio termineMercato valutarioIndicatori di ipercomprato e di ipervenduto, mercato istituzionale e delle Banche d’Affari
Breve termineMercato dei cambiIndicatori di ipercomprato e di ipervenduto, metodo

Il medio termine lo etichetto come mercato valutario e lo analizzo come singola entità. Gli indici di mercato invece li giudico singolarmente, attribuendo prevalenza a quelli che misurano la volatilità e gli scostamenti dai valori medi (ad esempio la deviazione standard o la regressione lineare). Lo scopo è quello di prevedere la direzione primaria del cambio. A questo proposito, ricordiamoci che analizzare il breve termine senza esaminare il medio termine è come guidare in stato di ebbrezza.

Nello schema, il breve termine è il mercato dei cambi, mentre le indicazioni di ipervenduto e di ipercomprato sono relative ad una singola coppia di valute. Come nel medio termine, il livello di overbought e di oversold nel breve periodo è importante, ma è più difficile da calcolare, per via del rumore di fondo in termini di volatilità erratica che può derivare da notizie di carattere fondamentale che solo apparentemente sembrano guidare il trend di una sessione di trading. Infatti, l’aspetto che ancora oggi viene trascurato è la quantità grezza di denaro che raggiunge le quotazioni e i trade setup della grande finanza.

Una buona regola pratica è che, se non c’è una confluenza tra l’analisi tecnica e le tracce degli operatori che contano che può essere utilizzata, allora vuol dire che il mercato nel suo insieme non è ancora pronto per essere sfruttato a nostro vantaggio. “Fuori è ancora nuvolo ma non vuol dire che la primavera non sia arrivata..”, l’operazione sarà pronta quando c’è una quantità sufficiente di configurazioni di trading alle quali si fa fatica a resistere. E’ assolutamente difficile quantificare un tale livello di prontezza e il tempo dell’operazione, sebbene i trader migliori sviluppino di continuo questa capacità e per farlo seguitano ad osservare, studiando i grafici alla ricerca dei setup con il miglior vantaggio statistico.

Di Vincenzo Augello