Chain CME EUR/USD – UPDATE: 08.06.2020

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PREMESSA

A livello mondiale, i mercati più importanti sono quelli statunitensi, in particolare il Chicago Mercantile Exchange (CME), sul quale sono quotate le opzioni sui future valutari. La tabella illustra nel dettaglio la chain (catena) delle opzioni sul future con sottostante il cross EUR/USD, in grado di condizionare pesantemente il mercato del principale cambio forex. In verde sono cerchiate le opzioni che sostengono al rialzo la quotazione di EUR/USD, mentre in rosso sono cerchiate le opzioni che favoriscono la discesa del cross di riferimento. Questo tipo di sunto considera la componente derivata del rapporto EUR/USD e sarà aggiornata grossomodo ogni settimana o in occasione di importanti variazioni dei volumi dell’open interest di un singolo strike. Attraverso le opzioni è possibile misurare la volatilità implicita intesa come movimento atteso della quotazione sottostante. Essa si basa sui tanti modelli di option pricing che si avvalgono di tutti i fattori noti al trading in opzioni, per questo monitorare la componente derivata del cross EUR/USD è quasi sempre determinante.


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La volatilità implicita e il peso delle opzioni sul forex (parte prima)

La volatilità implicita e il peso delle opzioni sul forex (parte seconda)

SCREENING

Fonte: Chicago Mercantile Exchange & Chicago Board of Trade (CME Group)

Nei confronti della settimana scorsa il mercato valutario che implica l’utilizzo delle opzioni sulla principale coppia forex replica piuttosto fedelmente la variabilità dei prezzi allo spot, ovvero relativa alle quotazioni del sottostante Euro/Dollaro (EUR/USD). La chain con scadenza a 3 giorni (3 DTE) segnala la presenza di CALL con open interest elevato (superiore a 1.000 contratti) negoziata allo strike 1,1350, sopra il prezzo di mercato (out of the money). Probabile quindi un’area resistiva di tipo finanziario attorno 1,1350, almeno fino a venerdì prossimo, anche se, l’eventuale attraversamento long può provocare un rialzo importante delle quotazioni a mercato.

In basso, invece, lo strike della PUT O.T.M. 1,12, (3 DTE) verosimilmente venduta e con O.I. pari a 1.037, è in grado di rappresentare un solido sostegno difeso dalla grande speculazione. Di seguito, se spostiamo il punto di osservazione verso la scadenza a 23 giorni (23 DTE), l’area di valore compresa tra 1,11 e 1,1250 a sua volta sembrerebbe confermare una fascia di prezzi che più difficilmente potrà essere perforata al ribasso dai venditori, viste le opzioni con O.I. elevato sugli strike 1,11,1,1150,1,12 e 1,1250 out of the money. Lo strike 1,13 (23 DTE) resta per adesso di incerta interpretazione, sebbene potrebbe indicare una fase di accumulo e un punto di attivazione che può determinare un impulso di tipo direzionale. In alto, le CALL 1,1350,1,14 e 1,1450 (23 DTE), al momento, sembrerebbero consolidare robuste barriere di resistenza.          

Di Vincenzo Augello