Chain CME EUR/USD – UPDATE: 21.09.2020

Lettura 3 minuti


PREMESSA

A livello mondiale, i mercati più importanti sono quelli statunitensi, in particolare il Chicago Mercantile Exchange (CME), sul quale sono quotate le opzioni sui future valutari. La tabella illustra nel dettaglio la chain (catena) delle opzioni sul future con sottostante il cross EUR/USD, in grado di condizionare pesantemente il mercato del principale cambio forex. In verde sono cerchiate le opzioni che sostengono al rialzo la quotazione di EUR/USD, mentre in rosso sono cerchiate le opzioni che favoriscono la discesa del cross di riferimento. Questo tipo di sunto considera la componente derivata del rapporto EUR/USD e sarà aggiornata grossomodo ogni settimana o in occasione di importanti variazioni dei volumi dell’open interest di un singolo strike. Attraverso le opzioni è possibile misurare la volatilità implicita intesa come movimento atteso della quotazione sottostante. Essa si basa sui tanti modelli di option pricing che si avvalgono di tutti i fattori noti al trading in opzioni, per questo monitorare la componente derivata del cross EUR/USD è quasi sempre determinante.


Alcuni link sulle opzioni nel portale eurobit.space

Gli strike price delle opzioni con elevati open interest e i riflessi sul cambio EUR/USD

AvaOptions per stanare gli squali della finanza mondiale

Inefficienze dei cambi: le opzioni una miniera di informazioni per il trader valutario

La volatilità implicita e il peso delle opzioni sul forex (parte prima)

La volatilità implicita e il peso delle opzioni sul forex (parte seconda)

SCREENING

Fonte: Chicago Mercantile Exchange & Chicago Board of Trade (CME Group)

Già durante la sessione del weekend era emerso un movimento importante dalla chain delle opzioni Euro/Dollaro (EUR/USD) con scadenza a 3 giorni (3 DTE). Nel dettaglio, i volumi e quindi l’open interest dello strike della PUT 1,1750 negoziata out of the money sono passati da poche centinaia a 1389 contratti.

Le variazioni consistenti del numero di titoli derivati aperti su un unico strike rappresentano spesso un alert e possono influire sulla volatilità del cambio sottostante.

Meno semplice per adesso stabilire se si tratta di un livello acquistato o venduto. Qualora rappresenti una strategia in acquisto sarebbe idonea ad operare in logica ribassista, agendo in ottica di discesa del principale cross valutario.

Certo è che la vendita allo scoperto di EUR/USD può risultare molto pesante dal punto di vista della sua sostenibilità in caso di improvviso rebound del cambio Euro/Dollaro, per cui un impegno economico definito a priori come avviene con i titoli asimmetrici comprati potrebbe essere stata la scelta finale dei grandi operatori che hanno investito su quota 1,1750 acquistando PUT.        

Se così fosse il guadagno dall’opzione tenderebbe a crescere velocemente e sarà più che moltiplicato dall’effetto volatilità e con l’aumento della velocità di discesa del prezzo.

Possibile dunque teorizzare in merito ad un fine settimana dovish. Nella eventualità invece che la PUT in questione sia stata venduta, essa agirebbe come freno verso la svalutazione in corso della coppia valutaria connessa, fino a fungere da livello di flesso e da punto di rimbalzo.

Per quanto riguarda le altre scadenze sembrerebbe prevalere una visione short e dove soltanto le opzioni PUT transate sui prezzi di esercizio 1,1450 e 1,15 (17 DTE) potrebbero difendere il mercato sottostante da svendite ancora più marcate. Nello specifico sono evidenziati in rosso i titoli a breve termine con O.I. significativo a maggiore incidenza sulla vendita del rapporto di cambio, in arancione quelli di più incerta lettura e in verde le opzioni potenzialmente non ribassiste.

Di Vincenzo Augello