Chain CME EUR/USD – UPDATE: 28.09.2020

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PREMESSA

A livello mondiale, i mercati più importanti sono quelli statunitensi, in particolare il Chicago Mercantile Exchange (CME), sul quale sono quotate le opzioni sui future valutari. La tabella illustra nel dettaglio la chain (catena) delle opzioni sul future con sottostante il cross EUR/USD, in grado di condizionare pesantemente il mercato del principale cambio forex. In verde sono cerchiate le opzioni che sostengono al rialzo la quotazione di EUR/USD, mentre in rosso sono cerchiate le opzioni che favoriscono la discesa del cross di riferimento. Questo tipo di sunto considera la componente derivata del rapporto EUR/USD e sarà aggiornata grossomodo ogni settimana o in occasione di importanti variazioni dei volumi dell’open interest di un singolo strike. Attraverso le opzioni è possibile misurare la volatilità implicita intesa come movimento atteso della quotazione sottostante. Essa si basa sui tanti modelli di option pricing che si avvalgono di tutti i fattori noti al trading in opzioni, per questo monitorare la componente derivata del cross EUR/USD è quasi sempre determinante.


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La volatilità implicita e il peso delle opzioni sul forex (parte prima)

La volatilità implicita e il peso delle opzioni sul forex (parte seconda)

SCREENING

Fonte: Chicago Mercantile Exchange & Chicago Board of Trade (CME Group)

Anche questa settimana, la statistica adattata all’analisi della volatilità implicita presunta dalle opzioni del cambio Euro/Dollaro (EUR/USD), rilascia perlopiù un’intonazione ribassista del mercato sottostante.

In effetti, a parte il rimbalzo tecnico di queste ultime ore, i titoli CALL a dieci giorni (10 DTE) ad elevato open interest sono visibilmente out of the money e lasciano ritenere la presenza di resistenze di tipo finanziario tra 1,19 e 1,18.

Inoltre, sulla medesima scadenza, in coincidenza dei prezzi di esercizio 1,18 e 1,1750, sono transate PUT in the money con O.I. importante, che alimentano le probabilità di continuazione del ribasso della coppia Euro/Dollaro nei prossimi giorni.

D’altro canto se arretriamo sulle liquidazioni di venerdì prossimo (3DTE), vale la pena considerare anche la somma dei contratti depositati sulla CALL 1,18, forse non del tutto indifferente ai recenti storni avvenuti sul rapporto di cambio più liquido. Dal punto di vista della componente derivata legata all’asimmetrico, è dunque difficile teorizzare in relazione a rebound di EUR/USD che vadano oltre 1,18.

Peraltro, la visione dovish del sottostante valutario dedotta oggi dalla lettura della chain delle opzioni nasce dall’evidenza che l’asimmetrico è oggetto di trading fin dai primi anni ’70, negli ultimi anni però i mercati hanno mostrato un crescente interesse nei confronti dei derivati e una grande disparità nel volume delle opzioni trattate rispetto all’acquisto e alla vendita diretta del cambio. Per cui la valutazione delle opzioni esercita oggigiorno un condizionamento primario sull’offerta e sulla domanda nel trading di valuta.    

Di Vincenzo Augello