Chainalysis: la cripto criminalità è cresciuta a livelli senza precedenti

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Il mondo delle criptovalute ha registrato uno sviluppo senza precedenti nell’anno appena concluso, purtroppo però la crescita e la diffusione della finanza digitale sono state accompagnate da una pesante impennata del cybercrime.

Secondo un nuovo studio condotto da Chainalysis, l’attività illecita nel comparto cripto accusa circa 14 miliardi di dollari di valuta finiti a indirizzi di pirati informatici.

Chainalysis: il cybercrime è quasi raddoppiato nel 2021

Se si considerano i 7,8 miliardi di dollari trafugati nel 2020, l’anno dopo nel 2021 i numeri delle frodi legate alle cripto sono saliti di circa l’80%. Allo stesso tempo, tuttavia, le transazioni totali sono aumentate di oltre il 550%, tanto che l’anno scorso sono stati scambiati 15,8 trilioni di dollari di criptovalute.

Kim Grauer, capo dell’ufficio ricerche presso Chainalysis chiosa in un’intervista:

L’entità delle attività legali è cresciuta molto più velocemente delle imprese criminali

Il rapporto fornito dalla società di cybersicurezza con sede fisica a Washington D.C., è un segnale confortante che sottolinea che gli affari che si muovono attorno il denaro digitale e le attività collegate generano senz’altro interesse. In più, se anche truffe e illeciti seguono a ruota l’adozione pubblica delle cripto-attività, i reati informatici pesano meno. Ciò spiega che le valute dematerializzate diventano sempre più mainstream, legittimamente riconosciute in una fase storica in cui market maker e istituzioni offrono risorse.

D’altro canto, l’abuso della tecnologia dei dati e dell’informazione che utilizza reti sul modello peer-to-peer non può comunque essere ignorato, né dovrebbe esserlo. Se lo si facesse, pirati e hacker, sottolinea l’agenzia statunitense, continuerebbero a farla franca, mentre la criminalità che mina la fiorente arena finanziaria delle e-currency su blockchain risulterebbe pressoché stanziale.

La permanenza della minaccia alla cybersicurezza sta peraltro generando una maggiore invadenza dei regolatori, per cui è possibile che nel futuro prossimo governi ed enti pubblici siano sempre più coinvolti nell’ecosistema digitale, man mano che il pianeta cripto avvicinerà la sua orbita.

Tra i principali crimini, Chainalysis nel 2021 annota ransomware e truffe legate agli NFT, di fatto i più perpetrati. Inoltre, molte coin, in periodi troppo brevi, sono salite fino a prezzi esorbitanti e, quando sembrava che le quotazioni stessero per raggiungere un nuovo ATH, le società collegate chiudevano con tutti i soldi che investitori e trader avevano messo nei loro progetti. In pratica, un classico schema fraudolento “prendi e scappa“, noto agli operatori esperti.

In aumento anche gli exchange truffa. Un esempio è stato quello di Thodex a Istanbul, in Turchia, dove la società all’improvviso ha alzato i tacchi ed è espatriata, lasciando circa 400.000 clienti impossibilitati ad accedere ai loro fondi.

La DeFi nel mirino

Grauer, infine, ha chiarito che sono maggiori i furti e gli attacchi tra le piattaforme DeFi, il che è in parte comprensibile, dato che il codice sorgente delle piattaforme è open-source e quindi accessibile a chiunque.

Grauer dice:

Molto del codice che sta scrivendo questi protocolli è pubblico e open-sourced, per cui chiunque può studiarli, cercare bug nel codice che possono poi sfruttare

Di Vincenzo Augello


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