Chi sono i miners ?

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Con questo termine si fa riferimento a quanti svolgono i calcoli per confermare le transazioni in criptovaluta. Il lavoro dei miners è dunque fondamentale nella gestione della blockchain e per la sicurezza dell’intero ecosistema. Questo tipo di attività implica una vera e propria competizione per essere il primo a risolvere il problema matematico legato alla creazione di un nuovo blocco di transazioni. I miners non lavorano gratis, il loro impegno è importante anche in termini di risorse impiegate, per questo deve essere remunerato. Il primo miner che genera un blocco valido e lo aggiunge alla catena della blockchain viene pagato con il premio e le commissioni per le transazioni che ha processato. Tutto ciò produce un valore del compenso piuttosto consistente anche se in futuro è prevista una progressiva riduzione del premio: da un premio iniziale di 50 btc si è passati a 25 btc per ogni blocco nel novembre 2012 e a 12,5 btc per ogni blocco nel luglio 2016. Queste manovre di riduzione, le cosiddette halving, condurranno ad un ulteriore dimezzamento del premio l’anno prossimo scendendo a soli 6.25 btc. L’ halving provoca dunque un decremento dell’estrazione di nuovi bitcoin con conseguente diminuzione dell’inflazione. Gli halving di bitcoin avvengono quasi ogni quattro anni, anche se è più corretto parlare in termini di blocchi. Infatti, l’intervallo che intercorre tra un halving e l’altro è stabilito in 210 mila blocchi. Con la riduzione della “paga” dei miners, la fonte di reddito per i minatori passerà dalla generazione della moneta alle commissioni di transazioni incluse nei blocchi. Per allora l’elaborazione delle transazioni sarà remunerata solo dalle commissioni delle transazioni, in quanto Bitcoin è progettato per raggiungere il massimo di 21.000.000 di monete nel 2.140. (Di Vincenzo Augello)