Citibank esalta Bitcoin, ma la Cina cerca di bloccare tutto

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Oriente e occidente, da una parte collettivismo e spiritualità, dall’altra individualismo e capitalismo, dettano il ritmo della vita economica, mentre Bitcoin rimane comunque bersaglio della speculazione. Ad ovest BTC è oggetto di positività, con Citibank che lancia la criptovaluta al centro di importanti cambiamenti culturali. A est, paesi come la Cina cercano di implementare limiti a Bitcoin e al cripto-mining.

I due versanti del Pianeta offrono pertanto punti di vista opposti, ma alla regina delle cripto non sembra importare più di tanto e ne approfitta invece per suturare le ferite delle ultime giornate e rimbalzare del 15%, in stesura.

Citibank è con Bitcoin

Paolo Ardoino, CTO Bitfinex, ha esaminato la situazione attuale su BTC e ha detto:

Bitcoin sta rimbalzando…, mentre i mercati delle criptovalute iniziano la settimana con un ritrovato ottimismo. Sullo sfondo di un’enorme domanda istituzionale repressa e dell’interesse degli investitori di lungo termine potrebbe essere qui per rimanere, ma sarà il tempo a dirlo

La criptovaluta numero uno al mondo ha sofferto di recente, l’asset è sceso tanto da oltre 58 mila dollari registrati il 21 febbraio, ma sta reagendo positivamente. La nuova price action deriva anche dalle ultime dichiarazioni di Citibank, che in un rapporto ha riconosciuto la presenza di rischi nel mining e nel trading di criptovalute, ma allo stesso tempo ha sottolineato che gli aspetti positivi superano di gran lunga quelli negativi.

Il documento spiega:

Ci sono una serie di rischi e ostacoli che rallentano l’evoluzione di Bitcoin, ma pesare questi potenziali ostacoli rispetto alle opportunità porta alla conclusione che Bitcoin è ad un punto di svolta e potremmo essere all’inizio di una grande metamorfosi della criptovaluta nel mainstream

Citibank ha pure detto che BTC può essere utilizzato come forma primaria di valuta per il commercio internazionale. Il tutto stride vistosamente con le posizioni di Cina e della regione della Mongolia Interna, nota per la grande quantità di criptovalute che mina con bassi prezzi di elettricità.


L’area mongola, sotto il controllo del regime comunista cinese, ha espresso l’intenzione il vietare il cripto-mining entro il prossimo mese, in modo da eseguire lo shutdown di tutte le operazioni attive entro la metà di aprile.

Troppo consumo di corrente ? !

L’obiettivo sarebbe quello di limitare i progetti ad alto consumo di energia presenti in Cina e nelle regioni autonome limitrofe per ridurre lo stress ambientale. Nella bozza del disegno di legge relativo alla riduzione dei costi energetici è scritto quanto segue:

[La Mongolia Interna] rafforzerà le sue misure di controllo energetico e porterà gli obiettivi in tutti gli aspetti economici e sociali

Di Vincenzo Augello