Come si può avviare un’attività di trading ? Vi dico la mia opinione

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Soprattutto dal punto di vista gestionale un’attività di trading, alla pari di un’attività imprenditoriale, è un’occupazione che presuppone un elevato grado di responsabilità. Come tale, andrebbe gestita come se si fosse imprenditori di una media società di servizi. Gestire una società significa saper amministrare il locale in cui si opera, avere gli strumenti più adatti per farlo e saper disporre al meglio di tutte le attività tipiche di un’impresa. La scelta del broker, pertanto, è uno dei compiti più delicati che pesa sul futuro-trader ed in parte ne abbiamo già parlato qui: Delinquenza e trading. Ecco come certi broker svuotano i conti dei trader impreparati. E’ importante possedere un buon computer, di ultima generazione e con processore all’avanguardia, in modo da avere un’ottima velocità di connessione ad internet unita ad uno schermo grande o più di uno. Riguardo al PC , sarebbe meglio una macchina Windows, perché la stragrande maggioranza dei broker offre le proprie applicazioni proprio per questo sistema operativo. Chi volesse affidarsi a prodotti Apple può comunque installare un emulatore, con il quale sarebbe in grado di eseguire le applicazioni native di Windows. E’ necessario avere anche uno smartphone che permetta di visualizzare le posizioni aperte anche quando si è fuori di casa o dall’ufficio, oltre ad un collegamento alla Rete veloce, al fine di ricevere i dati dal broker in tempo reale e senza ritardi o blocchi. Per quanto riguarda il denaro necessario ad avviare un’attività di trading, teniamo presente che si possono raggiungere risultati significativi anche con investimenti di piccola entità. L’investimento iniziale infatti può essere assai ridotto se paragonato ad una qualunque altra attività imprenditoriale; per cui un capitale di 2.000-3.000 euro può già essere sufficiente per operare con discreti risultati. Ovviamente i guadagni più importanti si raggiungono con capitali maggiori, cosa che si potrà ottenere in un secondo momento reinvestendo il capitale guadagnato o introducendone di nuovo; l’esperienza nel frattempo sarà aumentata e sarà sempre meno rischioso investire più soldi. Sottolineo che nessun’altra attività imprenditoriale è in grado di fornire risultati così importanti con un capitale di investimento tanto esiguo. Basti pensare che per aprire un bar o una gelateria servono almeno 20.000-30.000 euro per arredi, prodotti macchinari, affitto etc.. L’aspetto finanziario deve essere studiato a tavolino come per una qualsiasi altra impresa. E’ fondamentale allora analizzare l’utilizzo della leva finanziaria, uno strumento che, se adoperato male, può far perdere il contatto con la realtà e convertirsi in un problema per il trader. E’ sempre meglio muoversi con buon senso ed una leva bassa, come fanno i traders delle banche d’affari, al fine di raggiungere profitti in linea con l’investimento che si è fatto. Un operatore istituzionale, in verità, quasi mai usa un leveraggio superiore a 1:10 e spesso lavora con leve 1:5. In sintesi, come un imprenditore valido fa scelte ponderate, la stessa cosa deve fare il trader quando si serve della leva finanziaria. In merito la nuova normativa ESMA (2018) ha limitato a 1:30 il leveraggio sulle piattaforme di trading. E’ un ottimo provvedimento che impedisce che il trading si trasformi in un casinò. Ciò nonostante , in Svizzera ci sono ancora ottimi broker che offrono leveraggi fino a 1:100, una leva che sconsiglio assolutamente, in quanto l’effetto moltiplicatore che produce sul capitale investito può trasformarsi in un boomerang per l’operatore. (Di Vincenzo Augello)