Con Diginex sale in Asia l’adozione dei Cripto Asset

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Singapore traccia le fondamenta di una nuova piattaforma di cripto-trading grazie a Diginex. Ancora l’exchange non ha tutte le licenze necessarie per operare, ciò significa che non ha i documenti in ordine e anche se sta pianificando l’entrata sul Nasdaq nelle prossime settimane ai trader è comunque consigliata prudenza.

Diginex si concentrerà sui derivati in criptovaluta e alla fine del terzo trimestre fornirà servizi per lo spot trading , sui future e le opzioni . L’azienda afferma che l’interfaccia è stata ideata sul principio della semplicità d’uso ed è stata pensata anche per investitori che hanno poca esperienza nel settore del cripto trading.

L’amministratore delegato Ryan Byworth ha spiegato in una sua dichiarazione:

La nostra analisi di settore ci ha permesso di comprendere i punti di attrito per le istituzioni nel commercio di asset digitali e di rivolgerci a molti di loro con soluzioni nuove e migliorate per la gestione di portafoglio

Allo stato attuale la società ha dai sei ai dodici mesi di tempo per ottenere la licenza e le autorizzazioni necessarie per operare, come peraltro sottolineato dalla Monetary Authority of Singapore (MAS).

Byworth afferma che mentre Diginex ha sede a Hong Kong, le transazioni di criptovalute sono svolte a Singapore, visto che l’isola città-stato a sud della Malesia sembra avere le idee più chiare rispetto alla Cina per quanto riguarda le normative sulle tecnologie connesse alla crittografia. Ciò fa seguito ai fatti dello scorso gennaio quando il ministro Tharman Shanmugaratnam, alto dirigente del paese, ha introdotto una nuova regolamentazione che richiede il monitoraggio di tutte le aziende che operano su asset cifrati.

Tharman ha detto:

Non estendiamo la regolamentazione dei prodotti cripto derivati al di là degli scambi approvati. Questo conferirebbe una fiducia mal riposta in questi prodotti altamente volatili e porterebbe ad una più ampia offerta di tali prodotti agli investitori al dettaglio. Il nostro approccio ha funzionato finora, perchè il trading di prodotti crittografici a Singapore rimane limitato e solo un piccolo numero di investitori al dettaglio viene coinvolto

Attività di asset digitali crescono

Nel novembre dell’anno scorso, Singapore ha cominciato a considerare il business sui derivati di valute crittografiche come Bitcoin ed Ethereum attraverso exchange locali. Il nuovo atteggiamento è stato ideato per far salire a bordo un maggior numero di trader e coinvolgere quelli che operano fuori dai confini di Singapore, in modo da sollecitare la crescita dell’industria digitale del paese già in espansione nel settore fintech. Singapore è solo una delle tante regioni asiatiche che stanno sostenendo il continente a diventare una delle aree più importanti e più trafficate per attività crittografiche in criptovaluta.

La Cina è la patria di Bitmain e di Canaan Creative, due delle più grandi attività di mining del Pianeta, mentre l’India ha appena rivisto le restrizioni su Bitcoin e le cripto che hanno limitato affari e accordi delle istituzioni finanziarie con le imprese basate su blockchain.

Di Vincenzo Augello