Cos’è il trading discrezionale

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Il metodo discrezionale implica un’attività di trading basata su strumenti matematici, oscillatori, medie mobili, studi statistici ed è la maniera di operare che sostiene questo portale. In tal modo il trader arriva a conclusioni operative suggerite da riferimenti scientifici. Nel mondo del trading discrezionale il grafico delle quotazioni è il mezzo primario di analisi. Su di esso dovranno essere disegnati i punti di supporto e di resistenza, le trendline, le figure grafiche ecc.. Successivamente con l’aiuto degli indicatori matematici si cerca di individuare il movimento futuro del prezzo. Con il metodo discrezionale il trader è al centro di ogni decisione di trading. E’ fondamentale quindi che il trader abbia a disposizione strategie supportate dal backtesting e che le sappia implementare al meglio. In quest’ambito giocano un ruolo altrettanto importante la mente e l’esperienza dell’operatore, ossia da quanto tempo svolge questo tipo di attività. In merito, solo una mente sana e l’esperienza forniscono gli input operativi migliori. E’ un dato di fatto consolidato che la mente, a parità delle tecniche professionali adottate, fa la differenza tra un trader che guadagna e uno che perde. Tra l’altro, più aumenterà l’esperienza più si avrà conoscenza dei tool e degli automatismi che guidano l’operatività. In proposito viene spesso chiesto quanto tempo debba trascorrere prima di passare dalle simulazioni al trading reale. Ebbene, non esiste una regola fissa, dipende da persona a persona, tuttavia è preferibile che siano state eseguite tra le 200 e le 300 operazioni e che siano complessivamente in guadagno, prima di aprire un conto trading. La discrezionalità nel trading comporta che sia il trader a decidere se entrare in acquisto (buy) oppure in vendita (sell) in un trade, dove posizionare il take profit e lo stop loss, se uscire prima che venga raggiunto l’obiettivo di profitto e quanto investire. Questo modus operandi è quello che viene utilizzato nelle sale operative delle banche e dei broker, una modalità libera dall’intervento meccanizzato e dai robot che puntano a trasformare il trading in un lavoro programmabile, dove manca la componente artistica che è ancora viva sui mercati finanziari. Per arte intendo quel processo cerebrale dato dall’esperienza e dalle idee creative che generano l’intelligenza di un individuo e che un computer non può per ora replicare. (Di Vincenzo Augello)