Cot report UPDATE: 09.06.2020 – Future EURO

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PREMESSA

Il report rilasciato tutti i venerdì sera dalla C.F.T.C. (Commodity Futures Trading Commission) si basa sulle dichiarazioni settimanali obbligatorie delle posizioni assunte dagli investitori, superiori ad una data soglia; rappresenta quindi un indicatore di sentiment essenziale nel trading di valute. Raramente restituisce segnali fuorvianti. In questo tipo di relazione i LARGE TRADER, ossia gli operatori istituzionali come le Banche d’Affari e gli Hedge Fund, influenzano direttamente la moneta EURO, per cui se sono maggiormente compratori il cambio tenderà al rialzo e viceversa. I COMMERCIAL invece sono produttori, trasformatori, grossisti e utilizzatori di merci specifiche che usano il future della valuta in copertura degli scambi commerciali. Questi ultimi pertanto sono compratori quando l’EURO è conveniente e venditori qualora la valuta UE mostri degli eccessi. 

SCREENING

COT REPORT

POSIZIONI NETTE FUTURES UE: ACQUISTI – VENDITE

COMMERCIALLARGE TRADERSMALL TRADER
– 133.718+ 95.649+ 38.069

Rispetto alla settimana precedente seguitano ad aumentare le posizioni in acquisto degli operatori istituzionali registrate sul report rilasciato dalla C.F.T.C, ovvero la Commissione statunitense di sorveglianza del trading nei future (Commodity Futures Trading Commission). Nel dettaglio, i LARGE TRADER hanno aggiunto 14.409 contratti long e contano al momento 95.649 posizioni esposte in acquisto. Di conseguenza, salgono anche le operazioni in vendita di copertura degli operatori COMMERCIAL, ben rappresentate anche dalla grafica del sito americano timingcharts.com. La componente derivata della moneta unica europea rimane dunque all’interno di una solida tendenza rialzista; tuttavia continua a non convincere il fatto che i principali 4 e i principali 8 investitori rimangano corti sul mercato di riferimento, sommando ordini short al proprio portafoglio titoli.

Fonte: Timingcharts.com. EURO FX FUTURES CME 09.06.2020

Nello specifico e nei confronti del report del 2 giugno, la percentuale di posizioni short dei primi 8 investitori è salita dal 61,3% al 64,2%, mentre quella dei primi 4 è aumentata dal 50,4 al 53,8%. Quest’ultimo aspetto e il mancato accodamento dei trader più importanti verso il trend corrente potrebbe costituire un alert, considerando che sia i COMMERCIAL quanto i LARGE TRADER, pur essendo gli operatori finanziari dalle tasche più profonde, talvolta possono trovarsi dal lato sbagliato della barricata e in caso di un loro capovolgimento di posizione, il mercato valutario risponde in modo violento con forti accelerazioni di tipo direzionale. In effetti, l’analisi del sentiment fatta sul sottostante in valuta e che possiamo ricavare dai future UE negoziati al C.M.E., non dovrebbe essere separata dallo studio delle movimentazioni che avvengono ogni giorno sulla chain delle currency options.  

Di Vincenzo Augello