Criptovalute: miliardi di dollari rubati in poco più di tre anni

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L’olandese KPMG, una delle quattro principali società di revisione contabile, fiscale ed amministrativa al mondo, ha pubblicato un’analisi sui furti di criptovalute perpetrati negli ultimi anni: parla di reati informatici per un valore complessivo che ammonta a 9,8 miliardi di dollari nel periodo tra l’inizio del 2017 e oggi. La causa delle intrusioni è da attribuire soprattutto a misure di sicurezza insufficienti o non adeguatamente collaudate.

Bitcoin, le criptovalute e i furti

L’azione degli hackers si concentra principalmente sulle monete virtuali come Bitcoin ed Ethereum, attraverso raggiri di vario genere che partono dalla violazione del codice sorgente delle piattaforme di alcuni exchange. Per questo motivo molte imprese finanziarie come Fidelity Digital Assets, Bakkt, Coinbase, Gemini e altre legate alle blockchain cominciano ad introdurre dei “servizi di custodia” in grado di garantire la tutela degli investimenti.

Alle misure già adottate, simili a quelle finalizzate alla lotta contro il riciclaggio del denaro sporco, si stanno affiancando nuove guarentigie che limiteranno le attività illegali e i malintenzionati che cercano di far leva sulla struttura decentralizzata delle cripto, riuscendo a nascondere la propria identità e gli attacchi alla rete Bitcoin.

Sarà importante farlo senza compromettere l’etica dei sorgenti delle valute virtuali, quella che negli ultimi anni ha consentito a strumenti come Bitcoin di crescere in termini di diffusione e utilizzo, tanto da far emergere un’economia alternativa a quella del controllo.

Di Vincenzo Augello