CYBER SOCIETY E BLOCKCHAIN : IL MONDO E’ CAMBIATO

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E’ ultra-digitale e interconnessa la “società 5.0” alla quale ci avviciniamo. Smartphone, tablet, social media, domotica, big data sono le nuove tecnologie che hanno trasformato la nostra vita. Il 2020 riscontra 17,6 miliardi di dispositivi connessi a Internet e più del 60% della popolazione mondiale si stima che vivrà in un’area urbana interconnessa entro il 2050.

Un mondo connesso

La Quarta Rivoluzione Industriale ha trasformato ogni settore: entro il 2022 oltre il 60% del PIL globale sarà digitalizzato ed è stato  calcolato che il 70% del valore aggiunto creato nell’economia durante il prossimo decennio sarà basato su piattaforme digitali secondo il” World Economic Forum del 2018”. L’Italia è in scia, come segnala un’indagine condotta dall’IPSOS a fine 2018, crescendo nell’uso degli strumenti informatici. Di fatto, il 75% degli italiani si collega mensilmente a internet da mobile. Ciò nonostante, anche se la maggioranza delle persone è “connessa”, la mutazione economico-finanziaria sembra ancora lontana dalla sua piena realizzazione. Sono poche le banche e gli istituti finanziari aperti alle più importanti innovazioni tecnologiche, offrendo app per la gestione del conto corrente e delle attività finanziarie online. I clienti, soprattutto in Italia, rimangono tuttora ancorati alla cara e vecchia filiale quando si tratta di effettuare operazioni complesse.

La digitalizzazione del settore bancario europeo

Il 14 settembre 2019 l’approccio alle banche è stato rivoluzionato. La chiave della rivoluzione ha trovato fondamento nella direttiva europea sui servizi di pagamento detta PSD2,  acronimo di : “Payment Services Directive 2”. La PSD2 sostiene l’Open Banking, un sistema “aperto” che consente l’ingresso nel mercato dei pagamenti e in quello finanziario di nuovi operatori, incentivando la concorrenza. La competizione abbatte i costi e stimola la creazione di nuovi prodotti finanziari adattati sulle esigenze dei clienti. Non ne beneficerà solo il cliente in quanto uno dei cambiamenti più concreti investe anche lo shopping online, che grazie all’Open Banking diventa più economico. Fornendo i dati a terzi, questa è in sintesi la base e la componente più delicata dell’Open Banking, si può pagare direttamente dal proprio conto in modo più veloce, senza commissioni né intermediari, dopo autorizzazione del titolare della carta. Siamo dunque in grado di fare acquisti tramite social media con un solo clic del mouse, di utilizzare Facebook o Google per pagare le bollette o monitorare le spese, avendo al contempo i denari depositati al sicuro nel conto bancario.

Open banking: efficienza e controllo

Nei casi più fortunati capita di avere conti correnti in due banche diverse e talvolta non è facile gestirli. Ebbene l’Open Banking consente già ora di aggregare e gestire le carte di riferimento su un’unica dashboard, pur essendo titolari di due o più conti in banche differenti. Non solo. Alcuni istituti finanziari, da tempo, permettono di scegliere di avvalerci di strumenti innovativi che analizzano il nostro comportamento di spesa, confrontando i costi, offrendoci la scelta più vantaggiosa. Anche per i prestiti tutto è diventato più rapido ed efficiente. Non è più necessario recarsi in filiale per fornire tutte le informazioni che servono, basta fare tutto dal proprio pc, tablet o smartphone, offrendo ai potenziali finanziatori un accesso al rendiconto di 12 mesi di entrate e spese passate. In definitiva i prodotti e i servizi a partire dal 2020, con l’introduzione dell’intelligenza artificiale, sono costruiti sulle esigenze specifiche di ogni singolo utente.

E’ sicuro tutto ciò ?

L’Open Banking è sicuro quanto lo è l’online banking. La legge obbliga i fornitori di servizi finanziari a verificare sempre l’identità dei soggetti e a proteggere i dati sensibili degli utenti: solo le società approvate dagli organismi nazionali di vigilanza possono utilizzare sistemi e algoritmi per accedere ai dati dei clienti. Tuttavia la criminalità trova sempre nuove backdoors per operare, tanto che gli attacchi informatici sono in aumento. La minaccia cibernetica globale sale dunque ed è per questo che servirà un rafforzamento della strategia europea a sostegno della cyber security. Sarà determinante contemperare sempre di più, e con equilibrio, lo spazio virtuale con quello fisico ed è lì che la tecnologia blockchain apre una breccia importante sugli orizzonti evolutivi del Pianeta.

Blockchain e cyber security

La blockchain rappresenta una soluzione perché crea asset digitali unici e sicuri. Ma partiamo da un esempio. Se scriviamo un testo su un documento word, quel testo è sul nostro computer ed è univoco. Nel momento in cui lo inviamo ad un collega lo stesso testo oltre a stare sul nostro computer sarà sul server di posta e sul pc del nostro collega. In questo modo assistiamo ad una duplicazione automatica e inevitabile del documento. Il testo potrà essere condiviso ulteriormente e a sua volta e inviato ad altri soggetti che ne avranno a loro volta una copia: non ci sono limiti alla replicazione digitale. Il documento word si rivela un formato binario partito dal nostro computer esposto ad una corruzione potenziale in migliaia di copie sull’ intera Rete Internet. Al contrario, se fosse crittografato in un ledger blockchain sarebbe un formato unico. Esattamente come nel mondo fisico, se passiamo il documento word su carta a un collega ne perdiamo il possesso, quel documento esce dal nostro controllo per entrare nel dominio del collega.

In altre parole: se nel mondo digitale il passaggio espone il documento ad una duplicazione, la blockchain consente di restituire al mondo digitale il concetto di scarsità dei beni del mondo reale, di marginalità e dunque di valore. La blockchain trasferisce un formato digitale dal nostro computer a un collega e quel documento non è più in alcun modo sotto il nostro possesso ma nella supervisione totale del nostro collega. Se anche lui vorrà condividerlo ne perderà l’intera gestione e la supervisione, a vantaggio di un altro soggetto, che acquisirà un formato unico e non più soggetto a duplicazioni. In breve, l’attuazione della tecnologia a catena di blocchi anche nei settori finanziari renderebbe perlopiù impossibile ogni forma di intrusione abusiva. (Di Vincenzo Augello).