Delinquenza e trading. Ecco come certi broker svuotano i conti dei trader impreparati

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In linea di massima è difficile guadagnare dai mercati finanziari con pochi denari; oggigiorno poi è anche spinoso amministrare soldi quando si avesse il privilegio di possederne. Quello del trading, è noto, è un ambito che può rivelarsi pericoloso. Ma cercherò di procedere con ordine, partendo dalla distinzione tra broker Market Maker e broker ECN.  ECN sta per Electronic Communications Network.  

E’ un sistema di associazione di prezzi che provengono da banche e imprese di settore che procurano la liquidità mediante ordini opposti. Il trader opera su prezzi incontaminati ed il broker non può intervenire per manipolarli. Gli ordini di acquisto e di vendita che non vengono evasi sono mostrati nel “book”  del broker ECN che, in questo modo, li espone mettendoli a disposizione degli investitori.

Questa modalità di accesso ai mercati finanziari permette al trader di vedere il suo ordine entrare direttamente nel mercato interbancario, dove il broker resta praticamente “escluso” dall’attività di intermediazione, guadagnando solo dalla commissione o dallo spread del forex. La situazione è invece diversa con i broker market maker. Rispetto agli ECN il broker market maker invia gli ordini del trader al mercato interbancario, ma si fa garante dell’esecuzione dell’ordine stesso, dando vita ad un proprio mercato con propri volumi.

L’ordine di acquisto/vendita del trader quindi non arriva al mercato “ampio”, e viene amministrato all’interno da un mercato parallelo gestito dal market maker. Il broker market maker fa dunque da “banco”, ovvero risulta perlopiù controparte del trader privato, penalizzato dalla posizione dominante del broker. Così, se un trader vuole vendere un cambio, poniamo EUR/USD, il broker market maker lo acquisterà. Viceversa, se  il trader vuole acquistare, il broker market maker lo venderà.

La liquidità in questo caso viene prodotta dal broker a prezzi simili a quelli del mercato interbancario, ma non necessariamente identici. Tale tipologia di intermediari sono quasi sempre controparte di trader inesperti e le loro perdite sono fonte di guadagno del broker. Non solo. Alcuni market maker manipolano gli spread per chiudere le posizioni a loro favore. Ad esempio, modificano lo spread di 20 – 30 pips/ticks durante la notte, quando i mercati sono sottili e la liquidità si riduce, in modo che la quotazione prenda più facilmente lo stop loss del cliente.

La fascia oraria che comprende la chiusura di New York e l’apertura di Tokio è la più utilizzata per perpetrare questo genere di truffa. Questi reati sarebbero facilmente dimostrabili se si confrontassero i grafici di un broker market maker con quelli di uno ECN. Talvolta si notano delle differenze, per cui le ombre, ossia gli spike o gli stoppini come li preferiscono chiamare alcuni analisti (i massimi e i minimi), rientrano verso i valori di mercato più trattati. Queste ombre sono conseguenza dell’incremento dello spread fatto dal market maker in modo artificioso, che causa quegli stop loss che con un broker ECN non si sarebbero subiti.

Con i broker market maker lavorano a volte individui poco raccomandabili e spesso hanno sede a Cipro o a Malta. Al soldo di questi broker sono ingegneri informatici capaci di risalire tramite i cookies a tutti coloro che, anche per una sola volta nella vita, hanno digitato su google le parole trading , forex, broker ecc.. Di qui poi il passo per essere tempestati da telefonate di imbonitori di dubbia professionalità è breve. Gli operatori dei call center sono preparati per sfruttare eventuali meccanismi psicologici sui quali le persone più fragili possono inciampare. I telefonisti sono soggetti talmente disperati, sfruttati e malpagati che sarebbero capaci di rubare la pappa ad un neonato pur di riuscire a portare un cliente al broker.

Un’altra tecnica usata dal market maker per convincere la gente ad operare e fare trading è quella di utilizzare un algoritmo in maniera tale che il neofita non prenda stop loss in fase demo, mentre quando lavorerà in reale sarà massacrato. I risultati positivi in simulazione infatti persuaderanno il trader inesperto a depositare soldi sul conto trading, sottovalutando il pericolo a cui si sta sottoponendo. In finale, il trading è estremamente rischioso ed anche se non tutti i market maker sono dei truffatori bisogna stare in guardia.

Secondo la mia modesta opinione meglio affidarsi ad un broker ECN, dove ci sono maggiori garanzie di imparzialità; d’altro canto se si preferisce operare con i market maker si dovrebbe almeno vigilare sugli stop loss, lavorando con leveraggi bassissimi 1:10, 1:5, in modo da riuscire ad assorbire le oscillazioni sospette. Teniamo presente che in tutti i settori finanziari esistono truffatori, ma non per questo il settore è tutto marcio. Il mercato valutario come quello dei titoli offre delle opportunità, sta a noi cercare il broker giusto.

Di Vincenzo Augello