Disservizi del broker: lo slippage

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A ragione, una della maggiori preoccupazioni degli operatori privati è la serietà dell’intermediario con il quale si intende fare trading, in quanto la Rete è piena di commenti e lamentele sulle cattive esecuzioni degli ordini. Nel forex si presume l’assenza di costi di transazione: non vi sono bolli, commissioni o costi amministrativi; i ricavi dei market maker si fondano soltanto sullo spread (e sulle perdite dei clienti).

Con il termine slippage ci si riferisce alla eventuale differenza che si registra tra il prezzo di mercato e il prezzo effettivo di esecuzione. Tale scarto rappresenta sempre una cattiva esecuzione dell’ordine da parte del broker ed una inefficienza del software di connessione al circuito interbancario. Il broker deve seguire l’andamento delle quotazioni, secondo per secondo, ed essere in continuo contatto con un gran numero di trader e altri broker, per eseguire gli ordini di entrata, quelli di uscita, stop loss e take profit, al meglio. La professionalità e l’affidabilità del servizio del market maker sta nella tempestività e nella funzionalità con cui esegue questi ordini.

Purtroppo la qualità di un broker la si conosce solo servendosene per un certo periodo di tempo, per cui è davvero difficile dare indicazioni specifiche in merito ai market maker. Ciò a cui deve puntare il trader è la buona esecuzione dell’ordine a mercato. Questo significa che l’intermediario non deve essere valutato sulla base delle statistiche che offre o peggio ancora sulle previsioni del mercato che pubblica: tutto ciò non appartiene al mestiere del broker.

A difesa dei broker possiamo dire che lo slippage talvolta può essere imputato a meccanismi e ragioni contingenti del mercato delle valute, comunque piuttosto rari nel forex, vista l’enorme liquidità presente nei circuiti telematici valutari, anche se a volte una situazione di altissima volatilità può rendere difficile ai software di contenere le oscillazioni di pochi punti, in termini temporali molto contenuti. Nello specifico, quando si opera con un market maker, è buona norma, dopo aver inserito gli ordini in macchina, rimanere pronti ad intervenire manualmente per correggere stop o chiudere le operazioni.  

Di Vincenzo Augello