Dopo El Salvador anche la Repubblica Centrafricana dichiara Bitcoin moneta legale

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La Repubblica Centrafricana (RCA) è il secondo paese al mondo dopo El Salvador ad annunciare Bitcoin divisa di corso legale. Nello Stato dell’Africa Centrale è dunque possibile entrare in un negozio ed acquistare beni o servizi con la prima moneta totalmente digitale.

Il “Si” a BTC della Repubblica Centrafricana

Con una dichiarazione, il portavoce Obed Namsio, alla guida dello staff di Faustin Archange Touadera, capo della Repubblica Centrafricana, ha spiegato che un prospetto legislativo per legalizzare le criptovalute era stato redatto tempo fa, e che Il disegno è ora firmato dal presidente e convertito in legge:

L’iniziativa pone la Repubblica Centrafricana sulla mappa dei paesi più audaci e visionari del mondo

La Repubblica Centrafricana ha utilizzato il franco CFA, divisa della Comunità Finanziaria Africana, come moneta nazionale e la misura intrapresa potrà limitare la dipendenza dello Stato africano dal mercato finanziario globale, eroso dall’inflazione e dalla persistente fragilità economica.

La RCA è stata a lungo sostenuta dalle attività minerarie e dall’estrazione di minerali per mantenere l’economia indigena, popolazione nota per essere una delle comunità più povere e travagliate del Pianeta, a causa della guerra civile scoppiata nel 2012, tuttora combattuta.

Martin Ziguele, un ex primo ministro della RCA, ha detto:

Questa legge è un modo per uscire dal franco CFA attraverso un mezzo che sventra la moneta comune. (La legge) non è una priorità per il paese. Questa mossa solleva la domanda: chi ne beneficia ?

La nazione africana replica pertanto il pacchetto di norme valutarie già stabilite in El Salvador che a settembre 2021 ha stabilito Bitcoin moneta legale insieme al dollaro statunitense. La criptovaluta scambiata in America Centrale fornisce infatti a tutti l’accesso al portafoglio Chivo, fondo statale che permette di memorizzare bitcoin e asset digitali.

La Repubblica Centrafricana, tuttavia, successivamente all’introduzione della lingua russa nelle scuole, è sospettata di condividere accordi più o meno trasparenti con la Russia, duramente criticata per l’invasione dell’Ucraina a febbraio.

Il paese guidato da Vladimir Putin di fatto è stato sanzionato dagli Stati Uniti e dal consesso del Vecchio Continente suo alleato, il che ha provocato il crollo del rublo sceso pesantemente di valore negli ultimi tempi.

La nazione africana sta con la Russia ?

Thierry Vircoulon, esperto conoscitore dell’Africa centrale presso l’Istituto francese di relazioni internazionali (IFRI) ha commentato la situazione, dicendo:

Il contesto, data la corruzione sistematica e un partner russo che affronta le sanzioni internazionali, incoraggia il sospetto. La ricerca della Russia di modi per aggirare le sanzioni internazionali è un invito alla prudenza

Di Vincenzo Augello


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