E’ davvero possibile guadagnare dal trading ?

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Cosa ne pensano i broker

Per le mie attività di webmaster e di articolista freelance in questi anni ho avuto l’opportunità di parlare con diversi broker che hanno accesso alla contabilità della clientela. Quello che mi hanno detto e che forse già sapete è che pochissimi conti operano in attivo e molti di questi sono destinati a non essere profittevoli nel lungo periodo. Ciò non incentiva di certo ad iniziare o a persistere nel lavoro di trader. Spesso sono i sistemi automatici o la ferocia dell’ HFT o l’insider trading impunemente perpetrato dalle Banche d’Affari che superano ogni nostra aspettativa, insomma, da qualunque parte si voglia guardare per giustificare le perdite c’è sempre qualcosa che non va per il verso giusto per tanti professionisti, per i privati e per la moltitudine degli sprovveduti che si accampano sulla terra dell’oro, il pianeta del trading.

Cosa ne pensano le istituzioni

Qui il discorso si fa interessante perché l’obiettivo delle grandi istituzioni è quello di selezionare amministratori di patrimoni in grado di gestire il denaro per loro, andando a soddisfare quella clientela che in questo modo è incline e ben disposta ad affidargli i propri risparmi ed i propri capitali. La competizione tra gli istituti finanziari in questo caso si divide: chi cerca il miglior rendimento e chi cerca la migliore confezione del prodotto, dove la capacità gestionale rappresenta la vendita stessa di uno strumento finanziario.    

L’attrattiva del prodotto e dello strumento finanziario viene misurata nella redditività nel tempo rispetto al rischio. La forma del prodotto è comumque importante, soprattutto se pensiamo alla quantità di denaro che è stata raccolta con l’introduzione degli investimenti a capitale garantito a partire dal collasso delle Borse nel 2001 e la bolla delle Dot-com. Il successo del prodotto, successivamente ed in contesti simili , non è stato ascritto ai rendimenti promessi, ma alla sensazione di sicurezza che viene trasmessa dallo strumento finanziario. Da lì a qualche anno però è venuto a galla che nulla è garantito, perchè l’assunzione di rischio all’atto della sottoscrizione di un prodotto va a favore delle obbligazioni emesse dalle banche che hanno scritto la storia della finanza.

Cosa ne pensano i gestori

I gestori che lavorano per le istituzioni o per la propria clientela direttamente, riescono ad ottenere profitti importanti, ma senza subire periodi più o meno lunghi di perdite. Il profilo del gestore è quello di un professionista nato come trader privato o trader presso il desk di primarie banche di gestione, che decide di offrire la propria professionalità e consulenza alle società di gestione abilitate, investendo sulle proprie capacità gestionali e di trader. Una delle frasi che mi è rimasta più impressa e che meglio raccoglie e descrive questo settore é: “non importa se guadagni o se perdi, dipende come guadagni e come perdi”.

Cosa ne pensano i trader

Il trader abbraccia questa professione per una serie differente di motivi, ma ai primi posti c’è l’ambizione di avere dei profitti e l’indipendenza. Il trader che riesce vince su tutti, visto che rischia il proprio capitale e usufruisce del privilegio di lavorare da qualsiasi parte del mondo, guadagnando talvolta cifre che la gran parte delle persone non possono nemmeno lontanamente immaginare. Il trader crede in sé stesso e nel suo metodo operativo per cui, dopo avere a lungo cercato, è spinto a credere che non possa esisterne un altro in grado di far guadagnare quanto il suo, o addirittura non ne esiste un altro che possa far guadagnare in assoluto. In realtà mi chiedo perché tanti trader che guadagnano pensano che un altro trader non possa guadagnare con un sistema diverso dal loro ?

Cosa ne pensa chi si avvicina

Compra un sogno, una speranza; il sogno di libertà, di ricchezza, di prestigio che tutti vorrebbero per sé stessi e per le persone care, la possibilità di “mandare a fare in xxxx” il capo o i colleghi in preda a manie di grandezza e isterie collettive, il desiderio di poter riconoscere a sé stessi il merito di avere ottenuto qualcosa sfidando l’impossibile con le proprie forze e con il proprio tempo, sapendo che per ottenere risultati di eccellenza l’impegno richiesto è di livello altissimo.

Cosa ne penso io

Per me quando i soldi vengono dal mercato ho una soddisfazione doppia rispetto a quelli che derivano da altre mie attività. La mia identità di trader è forte, anche se riesco quasi sempre a giustificarmi di fronte all’incapacità di ottenere risultati dal trading. Come tutti ho momenti più o meno lunghi poco profittevoli o non profittevoli del tutto, anche dopo aver acquisito esperienza e abilità, dunque non temo il confronto con la variabilità dei prezzi e l’ammissione di questa verità mi permette di andare avanti.

Di Vincenzo Augello