Ethereum, la blockchain più importante dopo quella di Bitcoin

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All’ombra di Bitcoin, nel novembre del 2012 nasce Ethereum, a oggi la seconda blockchain più importante, nata dalla mente di un ragazzino russo Vitalik Buterin. Da lì a poco tempo Vitalik lavora alla stesura di articoli su Bitcoin Magazine, ma più scrive e meno sembra soddisfatto degli obiettivi raggiunti da Bitcoin. E’ convinto che il protocollo della criptovaluta abbia aperto la strada ad una vera rivoluzione, rendendo possibile inviare denaro in tutto il mondo senza tasse, banche o governi, tuttavia mancava qualcosa. Vitalik Buterin vuole andare oltre ed applicare l’idea di decentralizzazione non solo alle transazioni finanziarie tout court ma anche ad altri aspetti economici della vita quotidiana. Aveva trovato il modo di inaugurare il Web 3.0, la versione decentralizzata di Internet, le cui applicazioni avrebbero reso le persone più sicure e più libere. Tramite Ethereum oggi, un agricoltore può monetizzare un contratto di assicurazione che ha promesso di pagargli un certo importo nel caso in cui le condizioni climatiche avverse rendessero impossibile il raccolto. La gente inoltre potrebbe guadagnare denaro affittando i propri dischi rigidi per un servizio di storage-cloud decentralizzato. E’ la tecnologia degli smart-contract, una evoluzione tecnica assente nel protocollo Bitcoin, che allora si riduceva ad essere una mera valuta digitale. Ethereum invece si propone come una piattaforma costruita per fornire la possibilità a chiunque ne sia capace di creare applicazioni non centralizzate, “fuori controllo”, animate da un’idea di libertà e sicurezza. Brave Brower ed il suo token BAT rappresentano l’ulteriore esempio di software decentralizzato basato sulla catena a blocchi di Ethereum. La blockchain di Ethereum elimina il problema della “fiducia”, non solo in uno scambio finanziario ma in qualsiasi attività dove due parti cooperino, arginando la necessità del “trust” implicito contrattualmente in una società, in un individuo, in un’impresa di intermediazione o in un governo, per garantire ingenti quantità di denaro e dati. Vitalik non ha mai corrisposto allo stereotipo del tipico uomo d’affari, all’età di quattro anni già giocava con i computer e con le funzioni di excel e ciò che lo ha contraddistinto era la pseudo ossessione di diventare il teenager nerd con l’idea miliardaria. Fu anche per questo che in molti trovarono e trovano tuttora allettante la prospettiva di investire in colui che reputano il nuovo Mark ZucKerberg. (Di Vincenzo Augello).

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