Evitare il rischio sistemico nel trading di valute

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Con l’avvento della tecnologia e della globalizzazione, i mercati finanziari sono diventati molto più efficienti rispetto a vent’anni fa. In teoria questi progressi avrebbero dovuto produrre attività di trading con una esposizione al rischio inferiore, purtroppo però le cose non sono andate verso questa direzione: la crisi finanziaria del 2008 ed il fallimento di  Lehman Brothers il 15 settembre dello stesso anno, una delle 4 Banche d’Affari più importanti d’America, hanno dimostrato il contrario. A quanto pare nella misura in cui creiamo derivati su reti internet superveloci e prodotti finanziari che viaggiano sui cavi in fibra ottica di ultima generazione, ne aumentiamo la complessità e le potenzialità di arrecare danno.

Non basta essere capaci di cogliere il momento migliore sul mercato ed essere dal lato giusto, anche se tutto ciò resta importante. Possono verificarsi rapidamente gravi perdite sulle posizioni in valute, correzioni e movimenti inaspettati che diventano ancora più pesanti da gestire perché legati a rischi sistemici che proverei a definire geo-finanziari. Per questo è necessario sviluppare un sistema di allarme anticipato sui movimenti del mercato. Per quanto non considero il trading un’attività importante dal punto di vista morale quanto la guerra, forse in alcuni casi dovremmo farlo. Il trading in realtà è un combattimento mentale, contro gli individui più intelligenti e meglio equipaggiati al mondo, dove il vincitore è colui che è più capace e preparato.

Ecco perché è decisivo cercare di avere tutti i vantaggi quando si prendono decisioni sulle piattafome dei brokers. L’ impegno maggiore è quello di misurare le oscillazioni a medio e breve termine, sacrificandosi talvolta, ma facendo quello che c’è da fare con il necessario anticipo. Nel momento in cui si riescono ad intuire le dinamiche future di un asset si avrà la certezza di competere con un solo avversario, invece che con due, dove il secondo è rappresentato dalle emozioni in un periodo di incertezza. In questi casi, l’atteggiamento più redditizio sta nello studiare le correlazioni con i titoli ad elevato open interest che potrebbero trasformare in guadagno, moltiplicando i profitti, le posizioni che prima erano in perdita. In merito pensiamo a chi ha l’ hobby di scalare le montagne: nell’alpinsimo molti vedono la possibilità di una tragica caduta, forse accompagnata da una morte lenta e dolorosa. Molto probabilmente la prima cosa che ci viene in mente è l’immagine di noi stessi che precipitiamo da una parete rocciosa. A preoccupare l’alpinista esperto, invece, sono più che altro i pezzi di montagna che gli possono franare addosso. I punti di vista sono molto diversi. (Di Vincenzo Augello).