Forex operativo: Risk On e Risk Off

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I mercati valutari si possono trovare in due diverse configurazioni di sentiment: una prima configurazione è definibile di Risk On, dove non ci sono particolari tensioni geopolitiche di tipo economico o finanziario. In questa sorta di setup ambientale emerge e sale l’appetito per il rischio e gli operatori finanziari con gli investitori sono spinti dall’ottimismo e dalla positività contingente alla ricerca di rendimenti elevati.

Sui mercati azionari, correlati diretti del cambio Euro/Dollaro (EUR/USD), si registra un incremento della pressione rialzista, scendono invece il VIX, l’indice della paura e alcune materie prime, soprattutto l’oro, mentre sul Forex la liquidità si trasferisce sulle coppie a più alto rendimento. In questa fase il cambio principale del mercato delle valute tende ad apprezzarsi.  

Un secondo setup ambientale lo possiamo definire di Risk Off, che invece è caratterizzato da tensioni, difficoltà e incertezze economiche, politiche o finanziarie. Durante questa fase si assiste al fenomeno del “flight to quality,” ossia al trasferimento della liquidità verso asset che offrono un profilo di rischio inferiore come il greenback o il bund tedesco. Sull’indice azionario globale più importante, l’S&P 500, si registra il rafforzamento della pressione ribassista, che provoca  pesanti vendite allo scoperto associate a violenti e persistenti impulsi ribassisti, mentre nel Forex i trader si spostano sulle valute considerate più sicure come il franco svizzero e lo Yen che assieme al biglietto verde rappresentano le valute rifugio tipiche. In questa situazione risulta conveniente shortare il cross Euro/Dollaro (EUR/USD). (Di Vincenzo Augello).