Forex trading, un flipper per le valute

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Il mondo reale del trading non è un’agenda pulita e ordinata. Le cose non si allineano sempre perfettamente, né serve che lo facciano. Le probabilità di una perdita rispetto a quelle di un guadagno rappresentano la gestione del rischio, posizione dopo posizione, ma è questa consapevolezza che può restituire libertà economica. Fare trading è un po’ come giocare a flipper. Non è un paragone irrilevante, semmai il punto è se siamo al comando delle levette oppure siamo la pallina.

L’origine del flipper risale al quattordicesimo secolo, mentre le varianti elettriche hanno preso piede nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Ora, la differenza sostanziale tra giocare a flipper e fare trading valutario è che nel primo caso si perde soltanto qualche centesimo, anche se le somiglianze sono numerose. La gran parte delle superfici di un flipper sono provviste di meccanismi in grado di avvertire la collisione della pallina e respingerla, una sorta di legge di Newton, condita con un pizzico di elettricità. Questo movimento avanti e indietro tra gli ostacoli fa scattare il contatore dei punti e può proseguire a lungo, o durare pochissimo.

Nella realtà, i trader rappresentano gli ostacoli, mentre le dimensioni dei loro conti di trading la forza del rimbalzo esercitato dalla pallina, o meglio dalle quotazioni di una valuta. Gli ostacoli, gestiti dai grandi operatori mediante le posizioni  derivate, costituiscono specifiche linee temporanee di supporto e di resistenza. Maggiore è l’entità delle posizioni di trading, cioè dell’open interest, più forte è la linea di supporto o di ostacolo ad un rialzo. Il cross valutario, quindi, viene continuamente spinto in avanti e indietro fra le barriere imposte da supporto e resistenza, come in una specie di “flipper delle valute”.

E’ questo che accade all’interno di una tendenza, dove i prezzi sono guidati dalla volatilità implicita dei titoli che genera supporti e resistenze reali su orizzonti temporali diversi, trasformando i segnali da invisibili a visibili e consentendo di controllare un’operazione anche su inversione. Questi fattori creano la differenza tra le opportunità finanziarie che fanno perdere tempo (e denaro) e quelle che invece possono essere sfruttate con profitto. (Di Vincenzo Augello).