Gestione di un’operazione di trading valutario

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Gran parte di noi passa molto più tempo a pianificare l’entrata che l’uscita di una trade. In effetti, quando decidiamo di ordinare un’operazione al broker, attraverso il suo software, lo facciamo a mente lucida, senza una pressione eccessiva; poi il fatto di avere uno scambio aperto, può farci cadere vittima del cd bias del possesso, in funzione del quale possiamo avere una visione soggettiva e distorta della realtà, attribuendo a ciò che si possiede un valore maggiore rispetto a qualcosa che non si possiede.

Inoltre, quando non abbiamo ancora una posizione aperta, riusciamo a fare meglio le nostre analisi, piuttosto che quando ne abbiamo una; per esempio, quando stiamo comprando un cambio certe volte ignoriamo i segnali ribassisti che provengono dal grafico e che ci suggeriscono di uscire dalle contrattazioni. Le statistiche infatti dimostrano che di fronte ad informazioni contrastanti che giungono dal grafico, i trader che hanno un’operazione aperta tendono ad attribuire un certo valore ai dati che confermano la loro posizione e le loro aspettative previsionali, e a sottovalutare o ad ignorare completamente i segnali tecnici che confliggono con la loro posizione.

Il tempo che intercorre fra apertura e chiusura di un’operazione rappresenta la fase di gestione, quella che può determinare il guadagno o la perdita nel trading finanziario. Ogni trader dovrebbe saper decidere da sé quando chiudere il trade, a meno che l’operazione sia in perdita e il broker ci costringa in automatico alla chiusura mediante una margin call (chiamata a margine), chiedendoci di aggiungere soldi al conto per supportare lo scambio in atto. In sintesi, quando ci si ostiniamo a mantenere aperta un’operazione perdente, si rischia che sia qualcun altro a decidere di chiuderci la posizione.

Di Vincenzo Augello