Gli Hacker di Darkside, da pirati informatici a benefattori

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Immaginate di gestire un programma di beneficenza che accetta denaro per cause filantropiche. Improvvisamente, un gruppo di cybercriminali si presenta e decide di regalarvi un po’ di soldi di quelli che ha rubato.

Sareste tentati di accettare perché la somma aiuterebbe il vostro piano umanitario, solo che si tratta di denaro rapinato online e la vostra coscienza non potrebbe mai permettervi di prenderlo. C’è il rischio infatti di venir affossati in pericolose questioni penali fino a compromettervi il futuro. Cosa fareste quindi ? Ebbene, per due enti di beneficenza, questa è la situazione che stanno affrontando in questi giorni.

Il denaro rubato non può essere dato in beneficenza

Darkside è un gruppo di pirati informatici abbastanza recente che ha donato più o meno 0,88 Bitcoin per un valore di circa 10.000 dollari a due associazioni di beneficenza la Children International e la Water Project. Ora, la legge è piuttosto chiara su fattispecie di questo tipo. Se un programma umanitario non conosce da dove proviene il denaro o non sa come restituirlo se necessario, allora l’ente filantropico deve dire di no e rifiutare i fondi.

Brian Higgins, un noto professionista di aspetti legati alla sicurezza di rete presso Comparitech.com, sostiene che l’organizzazione criminale cercava solo di attirare l’attenzione. L’uomo afferma inoltre:

In primo luogo 10.000 dollari sono una somma misera in confronto alle ingenti somme di denaro che hanno estorto nel corso degli anni con le loro scorribande online, quindi non è un così grande gesto filantropico e, in secondo luogo, nessun ente di beneficenza credibile accetterà mai donazioni che siano dimostrate proventi del crimine. C’è la possibilità che tutto questo sia una sorta di test per vedere se possono riciclare i loro proventi illegali in modi alternativi, ma è più probabile che Darkside abbia troppi soldi che pesano sul suo wallet BTC. Se fossero davvero seri nel voler “rendere il Pianeta un posto migliore”, venderebbero il loro hardware e i loro pc fino a sparire per sempre da internet

Dopo queste dichiarazioni, Darkside ha rilasciato un comunicato stampa che fionda il pensiero indietro nel tempo fino a Robin Hood e la sua banda di allegri furfanti, e puntualizza:

Non importa quello che dite e che pensiate che la nostra attività sia deplorevole, noi siamo contenti di sapere che abbiamo contribuito alla felicità di qualcuno, tutto qui..

LA LEGGE E’ CHIARA

Gli enti di beneficenza hanno ricevuto il denaro prima che Darkside facesse sapere al mondo intero del suo coinvolgimento.  

Spiega allora l’Institute of Fundraisers:

Le donazioni ad enti di beneficenza dovrebbero essere rifiutate solo in circostanze eccezionali, quando sarebbe illegale accettarle (ad esempio, l’organizzazione sa che la donazione comprende i proventi di un crimine) o accettare la donazione sarebbe dannoso per il raggiungimento degli scopi dell’organizzazione, come stabilito nel suo atto costitutivo

Di Vincenzo Augello