Gli incontri segreti di Brian Armstrong e Jamie Dimon alla J.P. Morgan

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Jamie Dimon al timone di una delle Banche d’Affari più potenti al mondo ha più volte definito Bitcoin “una truffa“. Tanti cripto-exchange negli anni si sono lamentati che le banche e le istituzioni finanziarie come JP Morgan hanno rifiutato loro una partnership, negandone l’accesso ai servizi finanziari. Improvvisamente, invece, J.P. Morgan fa salire a bordo Coinbase e Gemini, due delle più grandi piattaforme di trading su criptovalute degli Stati Uniti e si è impegnata ad offrire la propria infrastruttura ad entrambi i broker di valuta virtuale.

Possibile che JP Morgan si stia rendendo conto solo ora di ciò che la maggior parte delle banche ha già realizzato e che le criptovalute sono sul Pianeta per rimanerci e non c’è niente che le possa fermare ?  Forse è proprio questa l’ultima considerazione che ha convinto Jamie Dimon a mettere il piede sul treno in corsa delle cripto-asset, chissà magari lavorando e contribuendo per garantirne al più presto la legittimità.

Nel un nuovo libro intitolato “Kings of Crypto“, l’autore Jeff Roberts ha raccontato che Jamie Dimon negli ultimi due anni ha avuto incontri segreti con Brian Armstrong, amministratore delegato di Coinbase e in un intervista, ha dichiarato:

Ironia della sorte, Brian Armstrong e Jamie Dimon, acerrimo nemico di Bitcoin, che ci ha pisciato sopra per anni, spunta fuori che nel 2018 avevano incontri segreti presso la sede di JP Morgan

Negli ultimi tempi le speculazioni sugli incontri sono state numerose. Alcuni analisti ritengono che Dimon non sia necessariamente interessato a Bitcoin, ma che stia semplicemente flirtando con figure come Armstrong per saperne di più sulle altcoin, che secondo lui sono più tradizionali e hanno maggiori possibilità di fare la differenza in ambito finanziario.

Nel 2017, il responsabile dei servizi di tesoreria digitale alla J.P. Morgan, ha spiegato:

Siamo a favore delle valute crittografiche, a patto che siano adeguatamente controllate e regolate

Inoltre, molti hanno accusato Armstrong di essere “scettico” nei confronti di Bitcoin e di lavorare per Ethereum e altre cripto su blockchain, che lui considera più valide. L’editore di Bloomberg, Joe Weisenthal, ha commentato in merito su Twitter:

Sono sicuro che negherebbe, ma è interessante che il CEO della più importante società di Bitcoin sembri così avverso nei confronti di Bitcoin

Verso un futuro di criptovalute

JP Morgan, per molti aspetti, si sta muovendo, seppure lentamente, verso un futuro finanziariamente amministrato dalle valute virtuali, dato che l’anno scorso ha lanciato la sua stablecoin, nota come J.P.M. Coin. La moneta è legata al dollaro statunitense, il che significa che è meno volatile di Bitcoin e di Ethereum e si muove in tandem con una fiat currency. La valuta è progettata principalmente per accelerare e veicolare i pagamenti globali, riducendo al contempo i costi di transazione.

Sembra dunque che quello che appariva un avversario stia per trasformarsi in un alleato. Allora, adesso, tutto ciò di cui la community non ha bisogno è un tutankhamon come Warren Buffett e poi dovrebbe essere tutto pronto.

Di Vincenzo Augello