Google contrattacca. Bannati a vita gli account di chi usa AdBlock e sistemi antitracciamento Brave based

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Tutti gli utenti che utilizzano AdBlock o software più sofisticati come Brave per “bloccare” le pubblicità durante la navigazione sul web o su YouTube sono avvertiti: dal prossimo 10 dicembre potrebbero vedere il proprio account “bannato” a vita. L’alert arriva direttamente da Mountain View, il quartier generale di google, che invita i suoi programmatori ad un nuovo aggiornamento delle norme di servizio in cui si fa richiamo alla funzione di “disabiliazione” degli account “non più redditizi” a partire dal 10 dicembre 2019.

YouTube, il web e Brave: cosa succederà dal 10 dicembre

Conosciamo bene il marketing di YouTube ed il prezioso lavoro degli youtuber che talvolta riescono a realizzare solo pochi spicccioli dalle pubblicità sui loro video. In tanti, proprio per bypassare questi fastidiosi intermezzi pubblicitari utilizzano delle applicazioni o dei software simili a Brave per bloccare ogni tipo di promozione e far iniziare immediatamente il video preferito. Il fatto sembra aver fatto sorgere qualche mal di pancia di troppo alla compagnia americana che ha deciso di intercettare anche le iniziative del team di Brendan Eich.

Da una parte Google tenta di difendersi sul falso presupposto di promuovere le visualizzazioni dei contenuti promozionali che sostengono i “content creators”, ossia i produttori dei video su YouTube che guadagnano dalla pubblicità inserita nei video. Dall’altra ci sono gli utenti che sempre più spesso sono costretti ad attendere decine di secondi prima di poter guardare la clip scelta a causa delle ben diverse ambizioni di profitto del colosso informatico statunitense.

Il nuovo regolamento parla chiaro: “YouTube può interrompere l’accesso all’Account Google, al Servizio o a parte di esso qualora abbia ragione di credere che fornire il servizio non sia più un’opzione attuabile dal punto di vista commerciale“. Il riferimento non è esplicito, ma è evidente nei confronti di software che bloccano i contenuti commerciali. In realtà altri servizi vietano espressamente l’uso di software per bloccare le pubblicità, ma in questo caso Google sembra andarci pesante e non si fa alcuno scrupolo a punire severamente l’utente.

La nuova patch sui sistemi google entrerà in funzione dal prossimo 10 dicembre 2019 e dunque rimangono ancora alcune settimane per regolarsi ed eventualmente disinstallare gli AdBlock non completamente legali prima di vedersi “bannare” a vita il proprio account su Google. Brave dal canto suo è nel pieno rispetto dei regolamenti e della privacy policy, per cui ogni internauta può decidere se utilizzare la modalità in chiaro o seguitare a filtrare la pubblicità assumendosi il rischio di essere escluso dal circuito Google.  

Sapevamo che la crescita di Brave prima o poi avrebbe dato fastidio e la reazione dei “grandi player”  è arrivata puntuale. Cio nonstante da San Francisco (CA) arriva anche l’upgrade della nuova forma di pubblicità digitale libera, basata su blockchain, con il lancio ufficiale di Brave 1.0 che migliora la versione 0.70.123 Chromium.

Il browser open source offre agli interanuti un’esperienza di navigazione privata, più sicura e 3 – 6 volte più veloce rispetto a tutti i navigatori, finanziando editori ed utenti attraverso una piattaforma basata sull’attenzione alle pubblicità e preservando la privacy. Oltre ai dispositivi desktop e Android, l’algoritmo di annunci privati a pagamento – Brave Rewards – è ora disponibile anche su dispositivi  iPhone e iPad. Brave Software Inc. non punirà mai nessuno, men che meno chi sceglie di adottare sistemi advertising e di navigazione tradizionali, ma ripagherà sempre chiunque gli abbia dato fiducia… (Di Vincenzo Augello).

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