Guardando oltre l’analisi tecnica

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Un trader dovrebbe prima capire cos’è rilevante e cosa non lo è

Sulla base di quanto l’analisi tecnica tradizionale insegna si possono tracciare linee di supporto, linee di resistenza, rettangoli, triangoli e tanto altro sui grafici, solo che alla fine potremmo avere talmente tante trendline da non riuscire a vedere neanche le barre del prezzo. Esistono infatti una serie di strumenti analitici sulle piattaforme dei broker che vengono brillantemente spiegati da analisti, talvolta mercenari, e influencer il cui scopo a volte è schierarsi dalla parte di chi paga per il loro servizio “didattico”.

Di fatto sono tantissime le tattiche e le strategie a disposizione: Fibonacci, Gann, Gap, Lap….che dovrebbero essere usate solo per l’indagine preliminare di un mercato, in quanto non hanno alcuna funzione predittiva. E’ per questo che Hedge Fund, Market Maker e Operatori Istituzionali si prendono gioco dei trader privati, convinti dell’efficacia dell’analisi tecnica, per cui basta scegliere un grafico su una qualsiasi coppia di valute ed un movimento di prezzo e si avrà la garanzia di trovare una linea che disegni la strategia a supporto. Oggi addirittura i software di analisi quantitativa sono integrati nelle piattaforme dei broker e calcolano da sé canali o formazioni grafiche in modo da spingere subito all’azione il malcapitato e non incentivare i trader neofiti ad una formazione più approfondita.

In realtà, man mano che si continua a studiare nel tentativo di applicare la matematica basata sulla volatilità, appare chiaro che l’attività di analisi del mercato per un trading profittevole è uno sport di squadra. La squadra che preferisco è formata dalle potenzialità principali dell’analisi tecnica classica, fondata soprattutto su indicatori come la Deviazione Standard e la Retta di Regressione Lineare a base giornaliera, l’Average True Range (ATR), il MACD (3.10.1), la Media Mobile a 200 giornate e la volatilità implicita presunta del cross, dedotta dai futures e dalle opzioni del cambio. La media mobile a 200 giorni, poi, è la più importante tra le medie, perché sui livelli che individua è costruito gran parte del trading algoritmico attivo sulla rete interbancaria, per cui là dove la SMA (200) passa, i software ed i processori delle Banche d’Affari oltre l’HFT (High Frequency Trading) intervengono generando prezzi distanti dall’economia reale e utili ai loro obiettivi di profitto.

La magra consolazione è che oggigiorno la volatilità implicita presunta non è più dominio esclusivo dei trader istituzionali e dei market maker che fanno da banco pigliatutto. Questi ultimi sono i broker non che non inviano gli ordini degli operatori retails al mercato interbancario ma si fanno garanti dello scambio generando un mercato parallelo, controllabile. Ecco perché personalmente preferisco Broker ECN (Electronic Communications Network) che invece permettono al trader privato di lavorare su prezzi “puri”, anche se la mia squadra potrebbe rendere equilibrata persino la partita con i market maker, che “giustamente” si guardano dal parlare di derivati e finanza dei numeri, preferendo lo spam o youtubers plagiati. Provare a fare trading al contrario significa lavorare senza sosta, osservare tutti i giorni i grafici, aggiornare i metodi di entrata che dovranno essere il più possibile anticonvenzionali e che ora viaggiano in un quadro complessivo di volatilità, all’interno del quale possono trovarsi le soluzioni più valide.

Di Vincenzo Augello