I Bitcoin di Elon Musk valgono 1 miliardo di dollari in più

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Elon Musk e Tesla hanno sorpreso il mondo intero quando a febbraio scorso hanno comprato 1,5 miliardi di dollari di bitcoin. L’azienda americana in realtà è stata una delle prime società globali ad aggiungere valuta digitale nel suo bilancio.

Oggi, gli 1,5 miliardi di dollari in BTC valgono  grossomodo 2,5 miliardi di dollari, il che significa che Musk e Tesla stanno realizzando plusvalenza per 1 miliardo di dollari in otto mesi.

Elon Musk ha preso la giusta decisione

Il percorso intrapreso dal CEO di Tesla e SpaceX è stato a dir poco singolare, soprattutto dopo che Musk aveva annunciato che non si sarebbe mai separato dai suoi bitcoin, specificando che tutta la criptovaluta raccolta da Tesla non sarebbe mai stata scambiata con denaro fiat. L’azienda automotive avrebbe quindi tenuto la massa dei depositi di e-currency con l’intenzione di holdare quanto in suo possesso in prospettiva di profitti futuri.

Ad oggi, solo il dieci per cento di tutti questi bitcoin è stato liquidato e Musk, più o meno, ha tenuto fede al giuramento di fedeltà fatto al re delle criptovalute, tanto che la promessa sta pagando. Bitcoin ha comportato a Musk un incremento monstre di ricchezza, anche se, come in genere succede con gli investimenti a più alta esposizione, ci sono e ci saranno sempre oneri da sostenere, specialmente durante l’auspicato percorso di crescita di Bitcoin.

Uno di questi contrappesi è saltato fuori dalla vertenza sui pagamenti Tesla-Bitcoin e le presunte emissioni inquinanti legate a progetti BTC mining. L’imprenditore sudafricano naturalizzato negli Stati Uniti ad un certo punto decise infatti che le persone che volevano acquistare un’auto elettrica da Tesla potevano farlo con Bitcoin, possibilità che è stata poi invalidata perché, secondo Musk, troppa CO2 stava danneggiando il pianeta, e queste emissioni erano in gran parte provocate dal consumo massivo di energia elettrica degli hardware predisposti per minare Bitcoin.

Dichiarò così che non poteva proseguire oltre con l’agenda BTC e autorizzare i pagamenti in cripto per i suoi prodotti e servizi, a meno che i miner non accettavano di ridurre le scorie contaminanti utilizzando fonti di energia verde. Il tutto ha generato un forte risentimento nel mondo delle criptovalute e gran parte dell’ambiente DeFi ha manifestato un profondo dissenso sul dietrofront di Musk.

Le cose hanno preso una piega ancora più brutta quando il prezzo della divisa su blockchain è sceso a 30.000 dollari dopo il massimo storico dei 65.000 ($). Molti erano convinti che Musk era il responsabile della svendita, e non hanno avuto la benché minima ritrosia nel farglielo sapere con twitter e i social mainstream più popolari.

Qualche inciampo lungo la via è inevitabile

Musk stesso è finito in perdita quando il prezzo della cripto più capitalizzata è precipitato, subendo una minusvalenza pari a quasi un 1 miliardo di dollari. Tuttavia sembra ora che l’imprenditore con cittadinanza canadese si sia rifatto, ed il suo patrimonio, come BTC, stanno avvantaggiandosi della FOMO che gravita attorno gli ETF su Bitcoin.

Di Vincenzo Augello