Il Coronavirus affossa lestofanti e truffatori di criptovalute

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Mentre diverse aziende nel mondo lavorano sodo per cercare di aumentare la sicurezza in Rete e ridurre il trading illecito di criptovalute, sembra che un virus stia tramando per loro… il Coronavirus. Il COVID-19 ha provocato una pandemia che si è fatta strada praticamente in ogni angolo del Globo, con oltre un milione di casi e più di 100.000 decessi registrati fino ad oggi; ma oltre al pesante tributo versato dall’ umanità il virus ha anche avuto un effetto fortemente negativo sulle economie mondiali e le valute virtuali non hanno fatto eccezione.

Bitcoin è precipitato fino alla fascia di prezzo dei 4.000 dollari a metà marzo una volta che è stata dichiarata la pandemia globale dall’OMS. Anche se poi ha aggiunto oltre 2.000 dollari al suo valore di mercato e c’è ancora molto margine di miglioramento, considerando che l’asset è stato scambiato sopra i 10.500 dollari a febbraio.

L’oro pure è sceso, prima di rimbalzare e puntare adesso ai massimi storici, mentre il mercato azionario ha subito pesanti crolli nelle ultime settimane. Da qualunque versante la si guardi il Coronavirus ha fatto male a tutti.

Tuttavia, quest’emergenza sanitaria ha anche dei risvolti non del tutto negativi. Secondo la società di analisi Chainalysis, dove sono impegnati esperti di criminalità finanziaria e tecnologia blockchain, il Bitcoin illecito e il cripto-trading illegale sono diminuiti di oltre il 30 per cento nelle ultime settimane per il Coronavirus, che ha praticamente cancellato la maggior parte delle attività basate su schemi Ponzi e diavolerie simili; per cui, mentre in tanti hanno subito ingenti perdite in ragione del crash dei mercati, non necessariamente stanno perdendo soldi a causa dei truffatori online.

Secondo la società statunitense anche se il  COVID-19 fornisce agli imbroglioni nuove trame ingannevoli per raggirare l’utenza internet, i cali dei prezzi delle criptovalute provocati dall’epidemia hanno ridotto drasticamente le prospettive di guadagno delle truffe, scoraggiando i lestofanti.

Anche Microsoft ha rilasciato buone notizie sul fatto che il numero di tentativi di phishing con link e allegati fraudolenti relativi al Coronavirus è inferiore al due per cento delle minacce quotidiane di cui Microsoft è testimone. In totale, secondo l’azienda di Redmond, ogni giorno vengono inviate circa 60.000 mail-phishing basate su COVID-19, un numero contenuto se consideriamo i titolari di account Microsoft e gli utenti Internet in tutto il mondo.

Microsoft scrive:

I nostri dati mostrano che le minacce a tema COVID-19 sono una rielaborazione di hacking già esistenti che sono stati adattati a questa pandemia. Ciò significa che stiamo assistendo ad una modifica delle esche e non ad un’impennata degli attacchi.

Di Vincenzo Augello