Il governo degli Stati Uniti mette all’asta Bitcoin

Lettura 3 minuti


L’America, tra il 15 e il 17 marzo ospiterà asta e vendita forzata di Bitcoin, per un valore complessivo di circa 40 mila dollari, in stesura. In circostanze normali, non sarebbe un grande evento, ma potrebbe rivelarsi un appuntamento interessante considerando che tra gli oggetti dell’attività processuale c’è poco meno di un bitcoin che qualche investitore di alto profilo magari vorrà in portafoglio.

L’asta BTC

Che il governo della prima economia del mondo organizzi aste non è una novità, gli Stati Uniti hanno già venduto bitcoin in passato. Il caso più clamoroso è stato anni fa, quando Ross William Ulbricht, ex gestore della piattaforma online darknet, noto con il nickname  “Dread Pirate Roberts” , condannato nel 2015 per riciclaggio di denaro, computer hacking, traffico di droga e falsi documenti, è stato arrestato ed il suo wallet di criptovalute confiscato. A quei tempi, copiose unità BTC sono state vendute in diverse e separate aste e sono state acquistate da investitori di peso, come Tim Draper, che all’inizio dello scorso anno ha dichiarato di aver preso le distanze dal mercato azionario e di aver rivolto l’attenzione alla regina delle criptovalute.

Ora però le cose sono cambiate. All’epoca, Bitcoin non era venduto a più di 54 mila dollari (in stesura). Tra l’altro, con il prezzo in costante ascesa, il mondo considera con interesse crescente gli investimenti legati alla criptovaluta più capitalizzata, e probabilmente l’asta sarà in grado di attirare molta più attenzione del previsto.

Tuttavia, anche altre “cosette” saranno messe all’asta, ed includono:  veicoli prodotti da Ford, Dodge e Chevy, attrezzature edili non funzionanti, sebbene ci sia da chiedersi chi comprerà qualcosa che non funziona, insieme ad un container da oltre 45 mila litri di capacità.


In fase di scrittura, i bitcoin in palio valgono quasi 40 mila dollari. Naturalmente il valore, preda della volatilità, può salire o scendere, ciò nonostante l’entourage governativa degli Stati Uniti non ha ancora spiegato da dove arriva questo denaro, il che provocherà una qualche tensione tra le parti che verranno coinvolte. Nel dettaglio, l’asta è aperta al pubblico e gli oggetti sommariamente elencati sono contenuti nel lotto 4KQSCI21105001.

E’ successo in passato, avverrà ancora

Eventi come questi, di recente, fanno capolino dappertutto. Lo scorso ottobre, la Romania ha ospitato la sua prima asta di criptovalute, vendendo circa 0,97 di ether e 0,7 di bitcoin, che all’epoca valeva poco più di 7.000 dollari e chiunque abbia comprato, ad oggi, ha fatto un bell’affare. Il denaro è stato ricavato da una truffa finanziaria perpetrata all’interno dei confini dello Stato rumeno.

Nel 2018, una delle più grandi aste Bitcoin sono state ospitate dallo United States Marshals Service (USMS), che ha venduto grossomodo 4,3 milioni di dollari della valuta immateriale numero uno per market cap, ottenuti da casi federali e confisca di monete virtuali. Quella volta, furono messi in vendita 660 bitcoin.

di Vincenzo Augello