Il January Effect sul cambio EUR/USD

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In sintesi si tratta di un studio statistico che prende in considerazione l’S&P 500 e l’indice Dow Jones Industrial Average, i quali spesso cedono nel mese di gennaio, ad indicare che le azioni dei panieri americani cominciano a perdere di valore a inizio anno e che il Dollaro USA, correlato negativamente, guadagna da tali diminuzioni.

Performance dell’S&P 500 da febbraio a dicembre negli anni 1950 – 2009

L’ “effetto gennaio” per l’S&P 500 e il Dow Jones Industrial Average ha mostrato che la performance correttiva di gennaio tende a ripetersi con ragionevole puntualità. Considerate le dinamiche del sentiment e del rischio dei mercati finanziari e i loro effetti sul Dollaro USA, bene rifugio per eccellenza, ci si aspetta che qualsiasi calo particolarmente brusco dei maggiori mercati azionari supportino il greenback e penalizzino la moneta unica UE, al numeratore del rapporto di cambio. L’elaborazione statistica comprende gli anni dal 1950 al 2009 ed ha constatato la correlazione nel 73% dei casi.

Lo stesso studio condotto sull’EUR/USD e che ricerca la correlazione del principale cambio forex con gli indici azionari USA dal 1980, basato su tassi sintetici negli anni pre-euro, si è dimostrata valida con un’accuratezza del 67%, 20 volte su 30 . Si può notare nella tabella successiva come la correlazione inversa non si sia concretizzata negli ultimi 3 anni della ricerca.

Esiste inoltre una tendenza per la coppia EUR/USD a fare il suo massimo per l’intero anno proprio a gennaio. Dal 1980 al 2009, il massimo dell’anno si è verificato a gennaio 10 volte, l’ultima volta nel 2005.

January Effect per US Dollar vs Euro

Nella scheda di cui sopra, gli anni in cui il massimo si è verificato il primo mese dell’anno sono in grassetto. Nel 2019 Euro/Dollaro ha aperto a 1,1446 e ha chiuso l’anno appena trascorso a 1,1217. (Di Vincenzo Augello).