Il peso attuale delle medie mobili e di quella a 200 periodi

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Le medie mobili semplici (SMA) sono uno degli strumenti più noti a disposizione del trader, ma rappresentano un metodo approssimativo per leggere le complesse dinamiche dei mercati finanziari attuali. La gran parte dei trader sa che le SMA, acronimo per Simple Moving Average,  possono essere utilizzate per generare segnali d’acquisto o di vendita mediante il confronto con i prezzi o gli incroci. La prima tecnica presume di confrontare l’andamento del valore di chiusura con la media di n periodi. Se l’ultima chiusura è sopra la media il trend è rialzista, mentre se l’ultima chiusura è sotto la media è probabile che si instauri una tendenza ribassista.

Questi ora sintetizzati sono metodi operativi che fanno riferimento a regole dell’analisi tecnica classica, tuttavia sono poco robusti in quanto non permettono anzitutto di ricavare una lunghezza predefinita dei periodi delle medie che meglio si adatti ai mercati del XXI secolo, dove i prezzi sfrecciano su fibra ottica a velocità impensabili solo 20 anni fa ed in cui prevalgono i software e la guerra valutaria tra continenti.

Però, non può negarsi che le medie rivestano comunque un ruolo di filtro in grado di individuare la dinamica di fondo del mercato di riferimento. Per questo scopo la media più importante, osservata dagli operatori istituzionali e dai trader delle grandi Banche d’Affari è quella a 200 periodi. In effetti è una vera e propria media algoritmica, nel senso che le funzioni in codice C/C++ degli smart money si attivano quando i prezzi la superano; ecco perché nel momento in cui le quotazioni la attraversano di solito si verificano importanti impulsi direzionali.

Ciò avviene spesso anche quando le medie a 40/50 periodi incrociano quella a 200 verso l’alto o verso il basso, rilasciando rispettivamente segnali di acquisto o di vendita. Queste brevi considerazioni potrebbero aiutarci a capire il peso degli studi quantitativi nel percorso di avvicinamento al trading valutario, basato sui numeri e la statistica finanziaria, che soprattutto oggi richiede competenza e preparazione.

Di Vincenzo Augello