Il problema delle cosiddette fonti autorevoli

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Una fonte accreditata, cosiddetta autorevole, è spesso in grado di convincere all’acquisto di un’attività finanziaria, come titoli di stato, obbligazioni, azioni, e financo di spiegare l’andamento di una valuta fiat, di un cambio, arrivando di recente ad una timida considerazione anche del mondo cripto.

Solo che talvolta questi consigli non sono dati nell’interesse dell’investitore o peggio sono forniti in modo superficiale dal raccomandato di turno. D’altra parte in passato sono stati segnalati casi clamorosi di truffa e di manifesta incompetenza relativi ai titoli Parmalat, Cirio, Monte dei Paschi di Siena, Banca popolare d’Etruria, Banca Marche, Cassa di risparmio di Ferrara, CariChieti, solo per citare alcuni degli scandali più noti, saliti alla ribalta della cronaca.

Le azioni di alcune di queste società erano consigliate come titoli sicuri e ad alto rendimento invece poi si sono dimostrate un flop clamoroso. Queste esperienze aiutano a comprendere che per investire in modo consapevole serve conoscere come si muovono i mercati finanziari, quali solo le regole che li sostengono e quali attori ne condizionano il prezzo che, se anche rimane una variabile imprevedibile, non reagisce a caso.

Capita invece che imprenditori e professionisti affermati entrano nelle attività di trading senza alcun tipo di rodaggio, convinti di poter ripetere gli stessi risultati ottenuti nel proprio lavoro.

In verità operare sui mercati finanziari è un lavoro professionale che richiede competenze specifiche, per cui, ad esempio, chi opera sulle valute esprime un’attitudine verso la macroeconomia mentre chi preferisce le equity e i titoli azionari ha un’inclinazione nei confronti della microeconomia delle imprese, sebbene il background di un buon trader comprenda tutte le varie asset class.     

Ora, le valutazioni più o meno pubbliche rilasciate dalle banche sui siti web, dai giornali e dai network televisivi vanno certamente ascoltate, ma dovrebbero essere giudicate con un provvidenziale spirito critico di base e analizzate con molta cautela, perché difficilmente le cose si concedono gratis, e ancor meno ciò avviene in finanza.

La nostra preparazione è dunque fondamentale per decidere cosa fare. Il trading non è come giocare al casinò, non ci si affida al caso, servono invece una serie di strategie operative combinate con la gestione del denaro che, da un punto di vista statistico aumentino le probabilità di guadagno.

In realtà, seguire in modo passivo le decisioni di qualcun altro è quasi sempre un atteggiamento sbagliato, sia nel trading sia come regola di vita.

Di Vincenzo Augello